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One in a million, 10 anni nella vita di una giovane migrante siriana
Il documentario premiato al Sundance girato tra il 2015 e il 2025
"Ogni volta che vedo il sangue mi ricordo della Siria". Lo dice Israa, 21 anni, la migrante siriana della quale seguiamo dieci anni di vita, dagli 11 ai 21 anni, in One in a million, il documentario di Itab Azzam e del marito Jack MacInnes, distribuito da Bbc Storyville, con Pbs Distribution, che ha vinto al Sundance Film Festival due riconoscimenti: il premio per la regia e quello del pubblico nella sezione World Cinema Documentary. Il film non fiction offre una profonda immersione nel percorso umano e sociale compiuto da Israa, incontrata dai due cineasti in Turchia nel 2015. La bambina, allora 11enne allegra e piena di vita, scappata da Aleppo con la sua famiglia per la guerra, lavorava al mercato con il padre vendendo sigarette. Tutto in vista del lungo viaggio (in gran parte compiuto a piedi) insieme ai genitori, a fratelli e sorelle, che stavano per intraprendere verso la Germania. "Abbiamo viaggiato con loro mentre attraversavano otto Paesi per raggiungere la sicurezza in Germania - ha spiegato la cineasta Itab Azzam -. Speravamo profondamente che Israa trovasse una vita migliore. Ma sapevamo che solo il tempo avrebbe potuto dirlo, anche per questo abbiamo girato il film nell'arco di 10 anni". Quando "abbiamo iniziato a filmare, Israa era una bambina, poi l'abbiamo vista nell'adolescenza e da adulta, un processo delicato, in cui è cambiata molto. La nuova vita in Germania le ha dato possibilità e opportunità che non avrebbe mai potuto immaginare. Ma ha anche distrutto la sua famiglia. E questa è diventata la storia principale. Come si mantengono le relazioni in una famiglia di fronte a una nuova cultura che trascina padri e figlie, uomini e donne, madri e figli in direzioni diverse?". Il documentario, nella parte in Germania, ci mostra Israa ambientarsi subito nel nuovo Paese e a scuola. Un entusiasmo condiviso della giovane madre, Nisreen, che per la prima volta, dopo il matrimonio combinato e gli anni passati in gran parte chiusa in casa, si sente libera. "Voglio aprire i miei occhi e quelli dei miei figli". Si chiude invece sempre di più il capofamiglia, Tarek, che dopo un'iniziale curiosità verso quel nuovo Paese, pretende di mantenere in vigore rigide regole legate alle loro tradizioni, diventando anche violento. Uno scontro famigliare destinato a finire in una rottura. Il tempo però ci porta anche un'altra trasformazione nella vita di Israa: il riavvicinarsi alla religione, fino alla decisione di ricominciare a portare l'hijab, dopo aver incontrato da adolescente Mohammed, ragazzo di qualche anno più grande, che a quanto spiega la ragazza, le fa riscoprire il senso profondo dell'Islamismo.
O.Mousa--SF-PST