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Don Henley sul futuro degli Eagles, 'il 2026 è l'anno della fine'
Vocalist e fondatore band vuole più tempo per sé e per la famiglia
(di Gina Di Meo) "Il 2026 sarà l'anno della fine degli Eagles e mi sta bene". Sono le parole di Don Henley, batterista e cantante della storica band fondata nel 1971, durante un'intervista a Cbs Sunday Morning. Parlando del futuro, Henley ha annunciato una sorta di canto del cigno per gli Eagles e pur ammettendo di aver detto la stessa cosa in passato, ha sottolineato che ormai si va verso la fine e lui stesso sembra essere in pace con la prospettiva. "Vorrei passare più tempo con la mia famiglia - ha detto - vorrei passare più tempo a coltivare ortaggi e viaggiare. Ho viaggiato in tutto il mondo ma non ho visto molto. Quando siamo in tournée vediamo aeroporti, alberghi e i luoghi dove ci si esibisce ma sai, non si esce molto. Vorrei ritornare in alcuni dei posti dove sono stato e vedere di più". Ha aggiunto che ci sono tante cose da fare e di non volere una vita unidimensionale. Henley, 79 anni, presiede anche delle organizzazioni non profit dedicate alla salvaguardia ambientale e non nasconde 'gli acciacchi' a causa dell'età. Nel suo caso, ad esempio, ha detto che probabilmente dovrà operarsi alla schiena a causa della postura durante le performance alla batteria, anche la voce non è più la stessa con il passare degli anni. Oltre ad una carriera eccezionale, gli Eagles, la cui formazione originale era composta da Glenn Frey, Don Henley, Bernie Leadon, Randy Meisner, Glenn Frey, quest'ultimo scomparso nel 2016 per complicanze dell'artrite reumatoide, al suo posto sono entrati il figlio Deacon e Vince Gill, sono reduci da un primato, 'Their Greatest Hits' (1971-1975), pubblicato il 17 febbraio 1976, è diventato il primo album a essere certificato quattro volte disco di diamante negli Stati Uniti dalla Recording Industry Association of America, ha venduto oltre 42 milioni di copie a livello globale. 'Hotel California', inoltre, il loro quinto album, pubblicato l'8 dicembre 1976, è il terzo più venduto in Usa dietro la loro stessa raccolta Their Greatest Hits (1971-1975) e Thriller di Michael Jackson. Attualmente la band è impegnata al Las Vegas Sphere, quelli che dovevano essere otto spettacoli sono diventati 56, l'ultimo sarà il 28 marzo. Nell'intervista alla Cbs Henley ha detto di essere contento per i 53 anni di eccezionale attività ma non ci pensa più di tanto. "Ho la famiglia, la salute, lo stato del mondo, lo stato di questo paese, queste sono le cose a cui pensare - ha spiegato - non penso troppo al traguardo raggiunto, certo è bello, lo apprezziamo, ciò che ci rende felici è fare felici altre persone, sono 53 anni che suoniamo per la gente e si dice che la musica sia una medicina e le persone hanno bisogno particolarmente di questa medicina ora. In questo paese siamo sofferenti ed è bello ritrovarsi in un posto (il riferimento è a The Sphere, ndr) dove migliaia di persone sono d'accordo su una cosa. Non è come un evento sportivo dove c'è un vincitore e un perdente e qualcuno va a casa arrabbiato. Noi vinciamo tutte le notti, il pubblico vince sempre, è una cosa bellissima ma c'è anche tanto lavoro dietro, non è una cosa facile". Proprio in virtù di questa eccezionale 'esperienza comune' durante le loro esibizioni e una musica 'evergreen', i fan potrebbero accettare mal volentieri la fine degli Eagles. La reazione di Henley sembra essere perentoria, "Dovranno accontentarsi della nostra musica e dei video degli show", ha detto. "Dovranno vivere di ricordi".
X.AbuJaber--SF-PST
