-
Nelle basi egiziane esercitazione militare congiunta con l'aviazione cinese
-
Pezeshkian, 'i nemici volevano il collasso dell'Iran ma non ci arrenderemo mai'
-
Mourinho vince al ritorno sulla panchina del Real, battuto 1-2 l'Espanyol
-
Calcio: il Bayern Monaco si prende la Supercoppa tedesca, sconfitto 1-2 il Borussia
-
Serie A: il Napoli supera 0-2 il Genoa, il Cagliari vince a Parma 0-1
-
Iran, 'i Paesi che aderiscano alle sanzioni Usa saranno ritenuti nemici'
-
Buonfiglio, 'il nuoto ha onorato la manifestazione'
-
Fabregas, 'grande partita anche grazie alle nuove regole'
-
Runjaic, 'soddisfatto per come abbiamo affrontato un avversario di valore'
-
Chivu, 'Lautaro titolare? Capisco i momenti, se posso aiutare lo faccio'
-
Cincinnati: Cobolli battuto, Fils in finale
-
Juric, 'orgoglioso dei miei, ora rinforzi o impossibile salvarsi'
-
Serie A: l'Inter travolge 4-1 il Monza, 1-1 tra Udinese e Como
-
Atalanta: Kristensen e Scalvini out, turnover in difesa
-
Vuelta: Pogacar vince la crono d'apertura, è subito maglia rossa
-
Sei paesi Ue chiedono tassa su extraprofitti compagnie petrolifere, anche l'Italia
-
Notte della Taranta, tutto pronto per il concertone che celebra il Mediterraneo
-
Calcio: Fiorentina verso l'esordio a Roma, fiducia per il recupero di Atta
-
L'offerta di Mps sul tavolo del cda del Banco Bpm, cruciale il Credit Agricole
-
Il Capitano in musica, 'Totti' per pianoforti al Chigiana International Festival
-
Marotta, 'Inter non rinuncia a Lautaro, non se ne deve nemmeno parlare'
-
Calcio: è ufficiale, Badiashile dal Chelsea al Napoli
-
Tamberi vince in Diamond League a Katowice, salta 2.31
-
Putin promette rappresaglia per gli attacchi ucraini ai magazzini e-commerce
-
Carney, non possiamo accettare quello che gli Usa ci hanno offerto
-
Infantino sbarca in Rep. Dominicana, Montagliani 'riconsideri la sua presenza'
-
Katz, 'Erdogan colto con le mani nel barattolo dei biscotti in Siria'
-
Putin, 'dobbiamo ampliare il nostro sistema di difesa aerea'
-
Gp Olanda: Antonelli 'peccato per un piccolo errore, potevo fare la pole'
-
Putin riconosce 'danni all'economia' dai raid Kiev 'ma per loro nessun vantaggio'
-
Un padre giapponese abbandona il figlio di 7 anni per ore per scalare il Monte Fuji
-
Gp Olanda: Norris in pole in Olanda, terzo tempo per Antonelli
-
Il 47/o Rossini Opera Festival chiude con presenze in crescita
-
Tra autofiction e gossip, M di Rachel Cusk è Natalie Portman?
-
Us Open: Serena Williams e Alcaraz assieme nel doppio misto
-
Venezuela, nuova legge per accelerare la ricostruzione post-sisma
-
A Venezia Robert Pattinson cattura-pedofili in 'Primetime'
-
Europei pallavolo: altra vittoria per le azzurre, 3-0 al Montenegro
-
Rammarico Belgrado per mancata scarcerazione di Mladic, malato terminale
-
I Vitelloni di Fellini nella top 20 di Mel Brooks
-
Due italiani condannati per vandalismo a Malta ma pena sospesa, potranno rimpatriare
-
Zelensky, 'continuano le ricerche sotto le macerie di Kryvyi Rih, 16 i morti'
-
Juve: Spalletti 'fatto un buon mercato ma c'è ancora da lavorare'
-
Terremoto in Colombia, il bilancio delle vittime sale a 329
-
Il fratello di Natalie Harp un 'gringo sadinista' che sostiene Maduro
-
Juve: Spalletti, 'buone sensazioni, vogliamo fare bene'
-
Il fidanzato di Hayden Panettiere tentò di salvarla con il farmaco anti-overdose
-
Trump, sala da ballo magnifica, ai contribuenti non costa un centesimo
-
Giudice Usa annulla il divieto di Trump per i visti ai migranti di 75 Paesi
-
Macron, 'orrore per raid russi in Ucraina, manderemo nuovi missili intercettori'
La storia dello sconosciuto film con Mastroianni e Piccoli
Caiazza scopre che il boicottaggio fu italiano e non albanese
(di Francesco De Filippo) ANTONIO CAIAZZA UNA STORIA SCOMODA (BIBLIOTHEKA, PP.177; 16 EURO) Si può criticare il Ventennio, contestare Mussolini ma ciò che non si può fare è mettere in discussione il mito degli "italiani brava gente" maturato nelle varie esperienze coloniali. E' il messaggio di "Una storia scomoda" del giornalista Antonio Caiazza, che ha scoperto una vicenda degna di una spy story. Ma in questo caso non ci sono omicidi, né rischiose azioni o eroismi ma una continua, ostinata, internazionale censura delle autorità italiane alla realizzazione di un film. Non un film qualunque e non con attori sconosciuti ma un lungometraggio con un cast di alto livello - Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée - diretto da Luciano Tovoli, tratto dal libro Il generale dell'armata morta, dello scrittore albanese, Ismail Kadare, da girare in Albania con fondi francesi. Il libro - anche il film - tratta di una storia vera, la missione militare italiana degli anni '50 in Albania per recuperare le salme dei soldati morti nella guerra contro l'esercito greco e i partigiani albanesi. Parla dunque anche delle violenze commesse dagli italiani, dal colonnello Z., al comando del famigerato Battaglione Azzurro. Tutto era pronto, riprese previste fra 1980 e 1982: la troupe sbarca in Albania ma non riesce a girare nemmeno una scena. Neanche in futuro: una volta mancano le camionette promesse dagli albanesi, un'altra volta un'autorizzazione, quando un timbro, quando una risposta. Sono gli anni della Albania governata con pugno di ferro da Enver Hoxha, gli eventi accadevano o no: spiegazioni non erano contemplate. L'Italia non ha avuto sempre buone relazioni: tra Hoxha e il presidente Sandro Pertini c'erano state forte frizioni fin quasi alla rottura delle relazioni. Fino a ieri si pensava fosse stata la logica insondabile della burocrazia albanese a bloccare o rallentare le riprese, ma Caiazza ha scoperto che a non volere il film era l'Italia. Roma segretamente esercitò pressioni sugli albanesi e sui francesi. Quello del colonialismo era un nervo scoperto per Roma, nonostante le ricerche del giornalista Angelo Del Boca avessero dimostrato che gli italiani tanto "brava gente" non erano stati. D'altronde, il film Il leone del deserto con un altro grande cast (Anthony Quinn, Rod Steiger, Oliver Reed), ricorda Caiazza, sull'occupazione italiana della Libia, del 1980, arriverà in Italia solo nel 2009, mandato in onda da Sky. Nel 1953 Renzo Renzi e Guido Aristarco, rei di aver scritto il primo il canovaccio de L'armata s'agapò e il secondo per averlo pubblicato su Cinema nuovo, finirono in prigione: non si poteva ironizzare sul fatto che le truppe italiane in Grecia erano più facili ad eroismi amatori che non a epiche gesta belliche. Il film Il generale dell'armata morta alla fine si fece, grazie alla caparbietà di Luciano Tovoli, oggi novantenne. Unica sua regia (è sempre stato un gran direttore di fotografia). Archiviata l'Albania, Tovoli girò in Abruzzo. Il film uscì nel 1983 in Francia, con successo; in Italia arrivò nel 1985, trasmesso da Rai Due. "Se un film lo metti in televisione, con le sale hai definitivamente chiuso", precisa Tovoli a Caiazza. L'Albania l'ha visto solo nel 2023.
L.AbuAli--SF-PST