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Messico, metà dei proiettili sequestrati arriva dagli Stati Uniti
Il governo punta il dito contro una fabbrica nel Missouri
Il generale Ricardo Trevilla Trejo, ministro della Difesa del Messico, ha rivelato un dato allarmante durante l'ultimo rapporto sulla sicurezza: il 47% delle munizioni di grosso calibro sequestrate alla criminalità organizzata in questo mandato proviene dagli stabilimenti di Lake City, situati nello Stato del Missouri (Usa). L'evidenza conferma come l'arsenale dei cartelli sia alimentato direttamente dalla produzione industriale americana, in particolare per quanto riguarda i proiettili calibro 50, capaci di perforare blindature. Di fronte a questa realtà, l'amministrazione del Paese latinoamericano sta valutando di ampliare la causa legale già in atto contro i produttori di armi statunitensi. "Stiamo valutando — ha detto la presidente Claudia Sheinbaum — se includere questo aspetto nella causa che il Governo del Messico ha in corso, poiché si tratta di un'azienda privata che commercializza questi armamenti, anche se sono a uso esclusivo dell'Esercito degli Stati Uniti". L'obiettivo è estendere le responsabilità legali per includere non solo chi fabbrica le armi, ma anche chi produce e distribuisce le munizioni che finiscono oltre confine. Le autorità messicane sostengono che la negligenza nella catena di custodia permette a queste risorse belliche di alimentare la violenza nel Paese, trasformando la questione commerciale in una crisi di sicurezza nazionale.
G.AbuGhazaleh--SF-PST