-
Midterm Usa, nuovi primati per donne nere, native americane e musulmani
-
Trump dopo il midterm: veto, rimpasto e scontro con il Congresso nei prossimi due anni
-
تفاصيل بيع تذاكر نهائي كأس رابطة الأندية البيروفية بين كريستال وعلينزا أتلتيكو
-
Conservatori delusi da Trump, il dissenso Maga pesa sul voto di metà mandato
-
Oleshky, la mediazione di Leone XIV apre una tregua per soccorrere i civili
-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
دي برومهد يفتح خياراته لـ "ذا بيغ ويسترنر" قبل عودته في ويكسفورد
Foglietta, 'ci tolgono la dignità di essere agenti pensanti e politici'
In Orizzonti l'opera prima 'Una Storia'. "Poche registe al Lido? La punta di un iceberg"
(dell'inviata Francesca Pierleoni) Più che "la storia di un marito, di una moglie, di una figlia, desideravo raccontare l'idea di mondo che sto vivendo, un mondo così profondamente politico, veloce e consumistico, nel quale con il costante scrolling (lo scorrere dei contenuti su un display, come il telefono, ndr) ci deresponsabilizziamo da quello che pensiamo, da quello che sentiamo". È stato questo il punto di partenza, spiega Anna Foglietta, della sua opera prima da regista Una Storia, con Alba Rohrwacher e Guido Caprino, al debutto in gara nella sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia e in sala dal il 24 settembre con Bim Distribuzione. Il racconto, prodotto da Ht Film, Indigo Film, Tenderstories e Blu One Lab con Rai Cinema e la partecipazione di Hbo Max, (tra i produttori c'è anche Valeria Golino) è ambientato in provincia: al centro ci sono Erika (Rohrwacher), cassiera, e Mauro (Caprino), che lavora nell'impresa di ristrutturazione del padre e allena una squadra di calcio di bambini. Quando la figlia Irene lascia casa per andare a studiare in un'altra città, l'equilibrio della coppia, fatto di routine, certezze, molti silenzi, un dialogo garbato ma spesso superficiale, gesti di cura, sembra incrinarsi. Erika non comprende più quale sia il senso delle sue scelte, e Mauro, che non sa come aiutarla, vive anche una crisi lavorativa. Ricorrendo anche alle facili gratificazioni del digitale "ci stiamo allontanando dal nostro io, dall'essere umani - dice Foglietta -. Una sovrastruttura che secondo me è la morte dell'umanità" . Allora "ho pensato a come raccontare il bisogno, da parte di due persone, di guardare il proprio nucleo come ultimo baluardo di speranza per definirsi davvero vivi". Sono nati così "Erika e Mauro, due persone che si vogliono bene e che hanno una vita apparentemente perfetta; non gli manca niente, non sono malati, non si tradiscono, vivono una vita serena. Però si ritrovano a chiedersi, cosa desidero? La mia vita è tutta qui? Che cosa sogno? Sono quesiti che riguardano tutti noi e spero possano attraversare anche agli spettatori se accetteranno di entrare in confidenza con questa storia". Oggi "ci stanno togliendo il diritto al sogno e così ci sottraggono la nostra dignità di agenti pensanti, critici, politici: se non posso costruire il mio sogno cos'altro posso costruire? In questo senso spero che il mio film possa anche essere inteso come un film politico". La sceneggiatura "mi ha subito parlato e turbato più di quanto immaginassi - spiega Alba Rohrwacher -. Ho sentito che avremmo potuto raccontare con Anna un personaggio che, pur appartenendo a una vita molto diversa dalla mia e a una relazione diversa dalla mia, mi riguardava". Per Caprino, Foglietta ha tratteggiato il suo personaggio, "con grande onestà e mi ha sorpreso sempre di più il suo amore per lui e la mancanza assoluta di giudizio". Il film parla soprattutto, per Foglietta, della riscoperta dell'amore per sé, "che poi può propagarsi nella quotidianità, nel mondo. Perché se oggi mancano empatia, compassione, indulgenza nei confronti anche del dolore degli altri, è perché noi non siamo più capaci di leggere noi stessi. Se oggi non riusciamo ad indignarci, a soffrire per la morte dei bambini, significa che abbiamo perso proprio davvero il nostro senso dell'essere umano". La cineasta, rispondendo alle domande, commenta anche la scarsa presenza di registe in gara alla Mostra quest'anno: "Non ci autorizzano a desiderare. Sognare di diventare delle matematiche, delle astronaute, delle registe è qualcosa che fino a poco tempo fa era precluso al nostro immaginario - sottolinea -. La Mostra è la punta di questo iceberg ma il problema, lo hanno detto tutte prima di me, è sistemico". Questa domanda comunque "non dovreste farla a noi donne, ma agli uomini perché noi siamo, in qualche maniera, coloro che 'subiscono' il problema e cercano di mettere in campo tutte le strategie per superarlo". Sono "in primis gli uomini che si devono interrogare sul perché fanno così fatica a lasciare il potere, a lasciarci spazio". Questo "è un viaggio che si può fare solo insieme".
O.Salim--SF-PST
