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Nanni Moretti riceve il premio Siae 'Andrea Purgatori' alla carriera
"Se davvero ho raccontato una generazione, lo ritengo una fortuna e un onore"
Nanni Moretti ha ricevuto a Venezia, nella Sala Perla del Palazzo del Casinò, il Premio Siae 'Andrea Purgatori' alla carriera dal presidente della Società Autori ed Editori, Salvatore Nastasi, alla presenza del presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco e di Francesco Martinotti, presidente delle Giornate degli Autori. "Nel cinquantesimo anniversario del suo esordio cinematografico - spiega la motivazione - Siae conferisce a Nanni Moretti il Premio Siae 'Andrea Purgatori' alla Carriera per il contributo straordinario offerto al cinema e alla cultura del nostro Paese. A partire da Io sono un autarchico, Moretti ha saputo costruire un'opera unica nel panorama italiano ed internazionale, trasformando l'esperienza personale in uno strumento di osservazione della realtà e della società. Attraverso uno sguardo profondamente originale, spesso autobiografico e sempre capace di interrogarsi sul presente, ha raccontato le trasformazioni dell'Italia, le sue inquietudini, le sue contraddizioni e le sue speranze. Con una cifra stilistica inconfondibile, fondata su autoironia, intelligenza critica, rigore narrativo e libertà espressiva, ha dato vita a personaggi, immagini e dialoghi che si sono radicati nella nostra memoria e nella società. Il suo cinema ha saputo coniugare impegno civile e leggerezza, riflessione e umorismo, dimensione privata e racconto collettivo, mantenendo sempre viva l'attenzione per il valore della creazione artistica e della libertà d'autore". Nastasi ha consegnato a Moretti la targa che riproduce il deposito di Ecce Bombo, il suo secondo film, che reca la data 5 settembre 1977. "La Siae voleva trovare il deposito di Io sono un autarchico, che è proprio il primo film, ma non esiste", ha raccontato il regista. "Era fatto un po' in famiglia, in Super 8… Poi sono riuscito a fare il regista e negli anni, ho fatto anche altri lavori all'interno del cinema: la produzione, la distribuzione, ho un cinema da 35 anni. Ecco, ma tutto questo non come una missione: non mi sento e non mi sentivo investito da una missione nei confronti del cinema di qualità. No. Avere una sala cinematografica, produrre film di esordienti mi sembrava un giusto completamento del mio lavoro di regista - ha sottolineato Moretti -. Non l'ho mai fatto per dovere, ma sempre per piacere. Lo intendo come completamento del mio lavoro di regista. Quindi, continuo a divertirmi, continuo a fare con molto piacere questo lavoro, questi lavori. E sono stato fortunato, perché parlando pressappoco di me negli anni, nei decenni, nei secoli! - perché ci sono due secoli nella mia filmografia -, inventando dei personaggi che all'inizio delle storie avevano qualcosa in comune con me, sono - pare - riuscito, raccontando me, a raccontare una generazione. Quarant'anni fa, quando mi dicevano questo, io ero insofferente e dicevo: "Ma perché? Questa è una lettura sociologica, generazionale… Perché non parlano del mio cinema?". Ho cambiato completamente idea. Se davvero con le mie storie, con i miei personaggi, sono riuscito a raccontare una generazione, beh, lo ritengo una fortuna e un onore. Grazie".
K.AbuDahab--SF-PST