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Nanni Moretti torna al Lido, il retroscena su Palombella Rossa
Sesti racconta come fu bocciato dalla Mostra di Biraghi e poi dalla Sic diventò cult
Trentasette anni dopo Palombella Rossa, Nanni Moretti torna alla Mostra del Cinema di Venezia con Succederà questa notte. È l'occasione per raccontare un retroscena che riguarda proprio quel film del 1986 che fu rifiutato in concorso, inserito nella Settimana della Critica, recensito da un importante critico francese che lo rilanciò tanto da farlo diventare il film cult che è oggi. Su Rinascita, domani, il critico cinematografico e curatore di festival Mario Sesti, rivela quell'episodio. "Ci fu una telefonata della tarda serata di un giugno del 1989 tra me e Nanni Moretti che cominciò cosi: 'Biraghi mi ha detto che non prenderà il mio film a Venezia'". All'epoca Moretti non era ancora l'autore italiano destinato a vedere regolarmente i suoi film insieme ai più grandi registi del mondo nei festival internazionali come Cannes ma aveva già vinto un Leone d'Argento a Venezia nel 1981 con Sogni d'oro ed un Orso d'Argento a Berlino nel 1986 per La messa è finita. Insomma, non selezionare un suo film senza proporgli il compromesso di un fuori concorso, era una notizia. "Senti, ma cosa ne dici - disse Moretti - se faccio vedere il film al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici che cura a Venezia la Settimana della Critica?" "La Settimana seleziona solo opere prime e seconde", ribattei. "Lo so. Ma potrebbero prendere in considerazione un evento speciale". Sesti, che faceva parte del Sindacato di cui era Presidente Lino Miccichè, era nel direttivo insieme a Franco Montini e Piero Spila prese l'incarico di parlargliene direttamente. Moretti organizzò un'anteprima, alla quale parteciparono Enrico Magrelli, fiduciario della Settimana della Critica, insieme a Giovanni Buttafava, Emanuela Martini, Roberto Ellero. Fu così che Palombella Rossa approdò a Venezia, come "programma speciale" della Settimana della Critica. Fu proprio là che lo vide Serge Daney, il critico di "Liberation", considerato allora il più autorevole tra i critici francesi e uno tra i più importanti critici del mondo. "Flotter, c'est encore du travail": scrisse Daney per descrivere l'eroismo del protagonista Michele Apicella: perché restare a galla nell'acqua e nel linguaggio significa opporsi al dominio dell'estetica della pubblicità e alla mercificazione delle immagini. "Per certi versi è da qui in poi che nasce il grande amore della Francia per il cinema di Moretti", conclude il ricordo di Mario Sesti.
G.AbuHamad--SF-PST