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Torna Venice4Palestine, 'bandiera palestinese alla Mostra del cinema'
"Isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico"
(di Francesca Chiri) E pensare che neppure una manciata di giorni fa, la Mostra del Cinema di Venezia aveva a sorpresa aggiunto un nuovo titolo per completare la lista dei film in concorso: Naza, di Yuval Abraham e Rachel Szor, vale a dire due dei quattro registi coautori del documentario sull'occupazione israeliana dei territori palestinesi, No Other Land, vincitore dell'Oscar 2025. Ma non è stato sufficiente. Venice for Palestine, V4P, il movimento nato nell'estate 2025 per portare la lotta palestinese al centro del discorso pubblico della Mostra d'arte cinematografica, irrompe nuovamente sulla scena del Lido. Lo fa con un nuovo appello rivolto sempre alla Biennale di Venezia, alla Mostra internazionale d'arte cinematografica e ai lavoratori del settore, per chiedere azioni concrete per la Palestina. Tra le richieste quella di esporre la bandiera palestinese durante la Mostra, in occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma' albahr di Muayad Alayan. L'appello chiede soprattutto "trasparenza" lungo la filiera cinematografica e di sospendere gli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano. Nell'appello si chiede inoltre di mettere a terra strumenti di "tutela per i professionisti che scelgono di dissociarsi dai rapporti con enti e istituzioni legate al governo israeliano". Sono infatti parecchi gli attori, registi, autori e personalità di spicco e meno note che hanno promosso l'appello. Tra i firmatari figura infatti la Nobel Annie Ernaux, Roger Waters e Matteo Garrone. Ma in calce al documento figurano le firme di Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio, Isabel Coixet, Nan Goldin, Paul Laverty, Teona Strugar Mitevska, Saleh Bakri, Céline Scianna, Yanis Varoufakis, Tomaso Montanari, Moni Ovadia e Ascanio Celestini. A sostenerlo associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, Bds Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, Fracbi (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, Amleta, Uicd - Unione italiana casting directors e Voci per la Palestina. Il collettivo invita poi i lavoratori e le lavoratrici del cinema e dell'audiovisivo a partecipare al panel "Eppure Gaza continua a bruciare - a cosa serve vedere se non ad agire?", in programma l'8 settembre alla Casa degli Autori, nell'ambito delle Giornate degli Autori, con la partecipazione di esperti di diritto internazionale, Global Sumud Flotilla, Usb Mare e Porti/CALP Genova. Rispetto a un anno fa, sottolinea l'appello, "per il popolo palestinese non è cambiato nulla e le lacrime non bastano ad assolverci: sono piuttosto l'evidenza che non riusciamo ad attingere con sufficiente forza al nostro potere d'azione collettivo". Per i promotori "l'eccezionalità del momento storico che viviamo ci impone di isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico". Il boicottaggio, sottolineano, "non prende di mira l'identità in quanto tale ma agisce proprio sui meccanismi di complicità"
M.AlAhmad--SF-PST