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Chiude Riflessi d'Opera, la Traviata fra lago d'Orta e terraferma
Riduzione itinerante tra il paese e l'isola di San Giulio con 400 spettatori
L'obiettivo era quello di far uscire la lirica dal teatro 'invadendo' il paesaggio, con il pubblico parte integrante dello spettacolo. Si è chiuso con un soldout 'Riflessi d'Opera', il primo festival italiano dedicato all'opera immersiva ideato dal regista lirico Gianmaria Aliverta andato in scena a Orta San Giulio, in provincia di Novara, il 24 e 25 luglio e il 21 e 22 agosto. Le quattro rappresentazioni della Traviata di Giuseppe Verdi, una riduzione drammaturgica per quartetto d'archi itinerante tra la terraferma (il borgo di Orta) e l'isola di San Giulio eccezionalmente accessibile di notte, hanno richiamato circa 400 spettatori. Un'esperienza nuova anche per gli interpreti, come racconta Leonardo Cortellazzi, tenore mantovano che ha vestito i panni di Alfredo Germont nelle date di agosto. "Dopo aver cantato molte volte il ruolo di Alfredo non pensavo avrei avuto emozioni così forti. La cornice incredibile del lago d'Orta ha spostato la magia del capolavoro verdiano". Olga Dyadiv è il soprano che ha dato la voce a Violetta Valéry nelle ultime due repliche. "Cantare all'aperto, con l'isola di San Giulio sullo sfondo - racconta - cancella ogni confine tra teatro e realtà. Il fatto di esibirci senza direttore d'orchestra ha creato un'atmosfera incredibilmente intima, un legame profondo e una sintonia quasi telepatica tra noi cantanti e con i musicisti". Mentre per Gustavo Castillo, baritono venezuelano che ha impersonato Giorgio Germont, "sentire le note vibrare sull'acqua anziché in teatro è un'esperienza che ha lasciato il segno sia in me, sia nel pubblico". Il lavoro di Aliverta da sempre è improntato a rendere l'opera fruibile e vicina al pubblico. E così è nata anche 'VoceAllOpera', realtà dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti e alla diffusione dell'opera in contesti non convenzionali.
S.AbuJamous--SF-PST