-
L’Eredità, polemiche sulle nuove Professoresse e sull’assenza di Greta Zuccarello
-
مستثمرون ومنظمات دولية يطالبون باتفاق عالمي لوقف تطوير الأسلحة ذاتية التشغيل
-
Armi autonome, fondi e Onu chiedono regole internazionali per i sistemi militari basati sull’IA
-
الهند تطبق هيكل تأمين المركبات الرباعي في ديسمبر المقبل
-
Midterm Usa, nuovi primati per donne nere, native americane e musulmani
-
Trump dopo il midterm: veto, rimpasto e scontro con il Congresso nei prossimi due anni
-
تفاصيل بيع تذاكر نهائي كأس رابطة الأندية البيروفية بين كريستال وعلينزا أتلتيكو
-
Conservatori delusi da Trump, il dissenso Maga pesa sul voto di metà mandato
-
Oleshky, la mediazione di Leone XIV apre una tregua per soccorrere i civili
-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
دي برومهد يفتح خياراته لـ "ذا بيغ ويسترنر" قبل عودته في ويكسفورد
Tra fuoco e vendetta, il 'Trovatore' torna tra gli applausi allo Sferisterio
Regia di Negrin. Brilla Marta Torbidoni, Piero Pretti dà forfait
(di Federica Acqua) Il rosso del fuoco della passione e della vendetta, il nero della morte e della predestinazione. È tornato ieri sera allo Sferisterio di Macerata, accolto dagli applausi del pubblico, il corrusco "Trovatore" di Verdi del 2013 del regista Francisco Negrin (qui ripreso da Angela Saroglou), allestimento essenziale di un dramma che ha le sue radici nel passato, risolto ponendo sul palco due grandi tavoli di 60 metri per leggere, come nella pagina di un libro, le conseguenze di ciò che è avvenuto prima sul presente e sul futuro. Perché è dall'ingiusta condanna della madre bruciata sul rogo dal conte di Luna che nasce la vendetta della zingara Azucena, che intende uccidere il figlio del conte, ma sbagliando sacrifica il proprio, allevando l'altro, poi divenuto trovatore, come suo. Un filo rosso, che da una torre posta sul muro dello Sferisterio come luogo della memoria, avvolge i protagonisti della vicenda spingendoli verso un destino già scritto, tra bracieri di fuoco e figure scure, che nel sottofondo giungono a ricordare il cruento passato. Un'ambientazione minimale, in cui le scene e i costumi scuri ispirati all'epoca di Louis Désiré, vestono anche i cantanti del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini che riempie lo spazio assieme ai mimi, affidando il dinamismo della vicenda ai loro movimenti e a quelli dei protagonisti che salgono e scendono dai tavoli, illuminati di volta in volta dalle luci di Bruno Poet (nella ripresa di Marc Heimendinger). Un allestimento che accentua la dimensione tragica dei sentimenti dei protagonisti in una vicenda che vede il trovatore Manrico, amante riamato di Leonora, opposto anche politicamente al Conte di Luna, che non sa essere suo fratello, invaghito a sua volta della giovane, e spinto a possederla ad ogni costo. Lei per salvare l'amato promette di concedersi al conte, ma poi si avvelena, cosicché quest'ultimo uccide Manrico. La vendetta di Azucena, che solo all'ultimo grida la verità al conte, è compiuta. Sul versante musicale, assente il tenore Piero Pretti, impegnato alla Scala di Milano, che peraltro non ha mai partecipato alle prove nonostante la sua defezione sia stata annunciata all'ultimo minuto, le migliori prove canore sono state quelle delle donne. In primis di Marta Torbidoni, una Leonora svettante negli acuti, perfetta nel fraseggio e nelle agilità vocali, cui ha aggiunto un'interpretazione toccante che ha emozionato il pubblico e strappato applausi a scena aperta. Una vera prima donna. Buona anche la prova della cantante serba Sofija Petrovich in Azucena, che ha prestato al ruolo anche la sua giovane e avvenente bellezza. A sostituire Pretti in Manrico è arrivato invece il tenore cinese Haiyang Guo, che avrebbe dovuto interpretarlo nell'ultima replica. Formatosi alla Scala, vanta un buon timbro vocale, non adatto però a ruoli verdiani, una difficoltà che è emersa soprattutto nei duetti con Torbidoni. Hanno completato il cast: Vito Priante (Conte di Luna), Dongho Kim (Ferrando), Alessia Camarin (Ines) e Simone Fenotti (Ruiz), tutti in parte. Puntuale anche se senza guizzi la direzione di Dmitri Jurowski, sul podio dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana. Buona la prova del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini preparato da Christian Starinieri. Si replica il 25 e 31 luglio.
M.Qasim--SF-PST