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>ANSA-FOCUS/ Libera, fiera e moderna, il regista Marcias racconta Grazia Deledda
Il film con Laura Morante nelle vesti del Premio Nobel presentato in anteprima a Cagliari
"La figura di Grazia Deledda è di una modernità dirompente. La sua capacità di scardinare i pregiudizi dell'epoca la rende un'icona incredibilmente attuale per le battaglie di oggi". Così all'ANSA il regista Peter Marcias che oggi al Cinema Odissea di Cagliari ha presentato assieme al cast il suo ultimo film Quasi Grazia. Il lungometraggio, proiettato in anteprima in Sardegna, esce nelle sale sarde il 7 maggio, poi sarà distribuito nel resto d'Italia dal 14 maggio da Europictures. Una proiezione che cade in occasione di due ricorrenze: il centenario del Nobel per la letteratura, unica donna italiana a vincerlo, e i 155 anni dalla nascita della scrittrice nuorese. Quasi Grazia è tratto dall'omonimo romanzo di Marcello Fois. "Ho lavorato sui dialoghi, che nel libro sono sapienti e densi, cercando di tradurre cinematograficamente quella stessa intensità verbale - spiega il regista - ho cercato di preservare l'anima del romanzo, che cattura Deledda in tre momenti emblematici". Un racconto per quadri che immortala l'arrivo inaspettato della madre da Nuoro, interpretata dall'attrice sarda Monica Demuru, le ore trepidanti che precedono la consegna del Nobel a Stoccolma e il confronto silenzioso e struggente con un medico davanti a una diagnosi difficile. Il ruolo della scrittrice nuorese è affidato a Irene Maiorino nella parte legata agli esordi, e a Laura Morante e Ivana Monti in quella della scrittrice affermata. Poi ancora nel cast Roberto De Francesco, Stefano Mereu, Gala Zohar Martinucci e Roberto Citran. "Di Grazia Deledda - chiarisce Marcias - mi ha colpito certamente la dimensione di una donna profondamente libera. Mi ha affascinato il contrasto tra le sue angosce private e la sua determinazione pubblica. Volevo portare sullo schermo una donna che, nonostante le fragilità e il peso del suo tempo, non ha mai smesso di autodeterminarsi. Affermarsi come scrittrice a quei livelli, in quegli anni, era una sfida quasi rivoluzionaria. Quasi Grazia racconta una Deledda "romana". Ho voluto esplorare la sua figura nel contesto della città che ha scelto e amato, dove ha trascorso gran parte della sua esistenza". E nel film la Sardegna viene evocata. "È il paesaggio dell'anima, la fonte primaria della sua ispirazione, il baricentro emotivo di tutto il racconto. È come un'eco che arriva attraverso le parole e le storie che Grazia scrive", conclude il regista.
I.Yassin--SF-PST