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Palmiero, in 'Tienimi presente' la mia ribellione e il mio sogno di cinema
L'opera prima premiata alla Festa del Cinema di Roma esce il 26/2 con anteprime dall'8
(di Francesca Pierleoni) Una storia molto personale "ma credo rispecchi anche quel rapporto che la mia generazione può avere con le aspettative del mondo esterno, il difficile equilibrio che si riesce quasi mai a trovare tra lo stare bene, dare senso alla propria esistenza e realizzare qualcosa". È uno dei tratti, spiega all'ANSA Alberto Palmiero, classe 1997, del suo esordio alla regia Tienimi presente dove si mette auto ironicamente in scena come giovane cineasta con il sogno di debuttare. Il film, prodotto da Kavac Film in collaborazione con Rai Cinema, vincitore alla Festa del cinema di Roma del Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, arriverà in sala il 26 febbraio, con anteprime da domenica 8, distribuito da Fandango. È un racconto garbato, sensibile, con una leggerezza di tocco non superficiale, prodotto da Simone Gattoni, Gianluca Arcopinto e Marco Bellocchio (che appare in un cameo), con il quale Palmiero ha lavorato attraverso le iniziative di Fare Cinema a Bobbio: "Io sono molto debitore a lui e alla moglie Francesca Calvelli, che era stata mia docente di montaggio al Centro Sperimentale, dove mi sono diplomato. Tutti e due, mi hanno dato dei consigli molto utili, soprattutto, quello di andarci piano, non farci prendere dalla fretta nel montare un'opera prima, che è nata in una forma più documentaristica e doveva trovare una sua forma più canonica. Allo stesso tempo, il film aveva bisogno di ritmo, considerando che c'è un un conflitto quasi esistenziale". Nella storia seguiamo le peripezie del 27enne Alberto, già autore di corti, che non riesce a realizzare, nonostante le idee, i pitch e la buona volontà, il sogno di dirigere il suo primo lungometraggio. Deluso, decide di tornare a casa ad Aversa dalla famiglia. Una crisi raccontata con humour, nella quale tra i ritmi lenti della provincia, il confronto con i genitori, le chiacchiere con gli amici d'infanzia, tutti nel ruolo di se stessi, i dubbi sul futuro, nuovi importanti incontri, Alberto inizia pian piano a ritrovare l'ispirazione e la motivazioni. Nel cast, fra gli altri, Francesco Di Grazia, Gaia Nugnes, Elena Fattore, Carlo Palmiero. Il film racconta in qualche modo il momento della vita nel quale mi trovavo realmente - osserva Palmiero -. Ma nasce anche come un atto di ribellione, il riappropriarmi del mio sogno del cinema, reclamo il potermi ancora definire un regista". Comunque c'è un finale aperto, "non volevo lasciare nessun messaggio. Il senso della storia è più di un personaggio che conquista finalmente la forza interiore per andare avanti e ritrova la spinta che aveva perso".
L.AbuTayeh--SF-PST
