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Tennis: Nargiso, 'per Sinner da registrare la tenuta fisica'
'Il no alla Davis? Come se si fosse liberato da un dovere'
"Gli unici dubbi che si hanno su Jannik sono quelli legati alla tenuta fisica in determinati momenti del match, c'è ancora qualcosa da rivedere. In Cina c'erano condizioni molto particolari e Sinner aveva avuto già qualche problema di resistenza in condizioni climatiche difficili. Ieri a Vienna è successa la stessa cosa". Così Diego Nargiso, ex numero 1 del tennis italiano, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sul successo di Sinner a Vienna, 22esimo titolo ATP in carriera, il quarto del 2025. "È vero che i campi non sono più così veloci, anche a livello indoor ormai si scambia molto, la partita è durata due ore e mezza. Qualche riflessione la devono fare. Detto questo, guardando i risultati di quest'anno, Sinner vince 4 tornei, perde solo con Alcaraz, perde una partita con Bublik a Halle e un'altra per ritiro. Jannik è un grandissimo campione, ieri ci ha regalato un altro grande successo". Sinner e il no alla Davis: "È molto complicato stare nella testa dei grandi campioni. Se vogliamo guardarla da tifoso della Nazionale - aggiunge Nargiso - personalmente ne ho fatto una ragione della mia carriera, è chiaro che questa decisione lascia l'amaro in bocca. È vero che abbiamo vinto due volte la Davis, ma allo stesso modo avrebbe potuto dire che non è mai troppo vincere due volte la Davis. Con questa frase è come se si fosse liberato dai suoi doveri. Ma non sono doveri, giocare per la Nazionale è un grande piacere. Sicuramente è una grave perdita. Anche perché dobbiamo approfittarne quando abbiamo questi grandi campioni. Dall'altra parte, però, è difficile quando sei un numero 1, bisogna starci in quella posizione per poter capire veramente. È un po' semplicistico dire che tanto una settimana in più o in meno non gli avrebbe cambiato la vita. Quest'anno non ha giocato tanto, ma abbiamo visto i problemi fisici e una settimana in più di preparazione atletica potrebbe rappresentare qualcosa di importante per l'anno successivo e per gli Australian Open". Final Eight a Bologna: "Quest'anno non partiamo da 1-0, però partiamo con una coesione importante di squadra. Musetti - spiega Nargiso - dovrà fare il leader, per lui qualificarsi a Torino sarebbe un traguardo incredibile. I ragazzi devono fare squadra e gruppo, verrà fuori uno spirito diverso. Non puoi più contare sul punto di Jannik, ma i vari Berrettini, Musetti, Cobolli, Arnaldi e Sonego quando vengono chiamati in causa devono cercare di fare la differenza. Sarà una grande prova, è come giocare una finale mondiale e perdi il tuo miglior giocatore. Il doppio sarà fondamentale. Capitan Volandri ha ancora un compito ancora più arduo: scegliere la squadra giusta ogni volta". Sinner può tornare numero 1 già a Parigi?: "Non è impossibile - conclude Nargiso - Ricordiamo che Sinner ha perso tre mesi di tempo quest'anno. Sono due numeri 1 e ci teniamo stretto il nostro Jannik".
U.Shaheen--SF-PST