Sawt Falasteen - Tumore al colon, scoperto come diventa resistente ai farmaci

Tumore al colon, scoperto come diventa resistente ai farmaci

Tumore al colon, scoperto come diventa resistente ai farmaci

Studio dell'Irccs Candiolo apre a farmaci per renderlo nuovamente vulnerabile

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Uno studio coordinato da ricercatori dell'Istituto di Candiolo Irccs (Torino) ha identificato un meccanismo che consente ad alcune forme di tumore del colon retto di resistere ai trattamenti. Manomettere questo ingranaggio molecolare potrebbe rendere il tumore nuovamente vulnerabile e restituire un'opzione di trattamento ai pazienti che oggi hanno esaurito le chance terapeutiche. La ricerca è stata pubblicata sula rivista EMBO Molecular Medicine. "Da circa vent'anni, i farmaci anti-Egfr rappresentano una colonna portante nel trattamento del tumore al colon-retto, contribuendo a prolungare la sopravvivenza dei pazienti", spiega la coordinatrice dello studio Sabrina Arena, responsabile del laboratorio di Translational Cancer Genetics dell'Irccs di Candiolo. I farmaci anti-Egfr sono potenti terapie a bersaglio molecolare che, bloccando alcune proteine sulla superficie delle cellule tumorali, impediscono loro di crescere e diffondersi. "Tuttavia, il tumore è una 'entità intelligente': sotto la pressione dei farmaci, impara a evolversi e a scappare, diventando resistente nel tempo in quasi tutti i casi", illustra Arena. Lo studio ha indagato in che modo il tumore sviluppa questa abilità, scoprendo che le cellule tumorali sono in grado di mettere in atto una sorta di pit stop durante il quale riparano i danni accumulati. "Le cellule tumorali resistenti, pur sembrando più forti, nascondono una fragilità: sono cariche di danni al Dna e soffrono di un elevato stress replicativo", spiega Arena. "Per sopravvivere nonostante questi danni, il tumore si affida a una proteina chiamata WEE1, che funge da freno di sicurezza. WEE1 ferma momentaneamente il ciclo cellulare, permettendo alla cellula malata di riparare il proprio Dna e continuare a dividersi". Dagli esperimenti su modelli cellulari è emerso che bloccando questa proteina con farmaci mirati la cellula accumula danni fino a morire. Ora si punta a trasferire questa scoperta nell'uomo. Le sostanze usate nei test hanno "mostrato limiti legati alla tossicità", ma "sono attualmente in sviluppo nuove molecole più selettive e potenzialmente meglio tollerate che colpiscono lo stesso bersaglio", dice Arena. "Il nostro sogno è testare queste combinazioni in pazienti che hanno esaurito le opzioni dopo la terapia anti-Egfr". Il lavoro è stato sostenuto dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

H.Nasr--SF-PST