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Per la generazione Z la bocca è solo bellezza, ma 1 su 3 ha problemi di gengive
Trombelli (SIdP): giovani a rischio parodontite già a 20 anni
È la generazione Z dei filtri social, ossessionata dalla cura maniacale dell'aspetto fisico, tranne che della bocca. I ventenni sono infatti i più colpiti da sanguinamento gengivale durante il lavaggio dei denti o il consumo di cibi, primo campanello di allarme della malattia parodontale che, se non trattata, può portare alla perdita dei denti. I giovani tra i 20 e i 30 anni non hanno una buona igiene orale e così oltre 1 su 3 ha gengive che sanguinano e il 16% convive con un'alitosi persistente. Lo indica una preoccupante quanto inedita fotografia della salute gengivale e dentale degli italiani, scattata per segmenti di età e sociodemografici da un'indagine conoscitiva promossa dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP). La ricerca, presentata oggi in occasione del Corso di Aggiornamento in programma a Firenze fino al 16 maggio, è stata condotta da Key-Stone su un campione di 3000 italiani da 20 anni in su, grazie al contributo non condizionante di Curasept. "Oltre un quarto della popolazione dichiara di soffrire di alcuni sintomi riconducibili a un quadro infiammatorio delle gengive, ma il dato più sorprendente riguarda proprio la fascia tra i 20 e i 30 anni - dichiara Leonardo Trombelli, presidente SIdP e ordinario di Parodontologia all'Università di Ferrara -. Il fatto che il 36% dei ventenni riferisca sanguinamento gengivale, fase iniziale e reversibile dell'infiammazione, dimostra che la gengivite è già molto diffusa tra i più giovani. Un segnale che non va sottovalutato perché la malattia parodontale non compare improvvisamente in età avanzata: spesso inizia presto, con sintomi lievi ma persistenti che, se trascurati, espongono potenzialmente i giovani a rischio di parodontite. A lato di un'inadeguata igiene orale, fattore di rischio principale per la comparsa di malattia parodontale, anche abitudine al fumo, dieta pro-infiammatoria con eccesso di grassi saturi, zuccheri e cibi ultraprocessati, scarso o nullo esercizio fisico, sono tutti fattori che possono contribuire alla progressione della gengivite in parodontite". Se nei giovani prevale la percezione di sintomi infiammatori, dopo i 60 anni aumenta nettamente la valutazione di segni di danno strutturale. In riferimento alla mobilità e alla perdita dei denti, si registrano tassi più bassi al Nord che si attestano sul 14% contro più del 20% al Centro-Sud. Differenze nella prevalenza dei sintomi riferiti sono anche in parte attribuibili al tasso di scolarizzazione. La frequenza di perdita di denti per mobilità è nettamente inferiore quando il titolo di studio è la laurea: il 7% rispetto al 25% di chi possiede un titolo di studio più basso - aggiunge il presidente SIdP - Emerge anche una differenza di genere: gli uomini riferiscono più frequentemente mobilità dentale, con un tasso del 20,8% contro l'11,5% delle donne che sembrano mostrare maggiore attenzione ai cambiamenti della bocca e ai primi segnali di inestetismo.
F.AbuZaid--SF-PST