Sawt Falasteen - Benigni, 'San Francesco potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo'

Benigni, 'San Francesco potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo'
Benigni, 'San Francesco potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo'

Benigni, 'San Francesco potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo'

Ospite di Vespa a Cinque Minuti: "Va amato perché proclamava l'uguaglianza davanti a Dio"

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"Quando faceva le prediche erano milioni ad ascoltarlo, tutti lo stavano a sentire, le persone, gli animali, le piante, gli alberi, gli uccelli, i cani, i lupi, potrebbe essere stato un ottimo leader del Campo Largo, avrebbe messo d'accordo tutti senza primarie, sarebbe stato meraviglioso". Ospite di Bruno Vespa a Cinque Minuti, in onda su Rai1, Roberto Benigni racconta così il santo di Assisi alla vigilia della serata evento Francesco - II cantico, in programma domenica 4 ottobre sulla rete ammiraglia, subito dopo il Tg1 delle 20, per gli 800 anni dalla morte. "Bentornato, signor Benigni, se non avessi la spalla offesa l'abbraccerei, stavolta ne ha combinata un'altra delle sue, se l'è presa con San Francesco, il santo più santo di tutti", esordisce Vespa. E il Premio Oscar: "Mi viene voglia di abbracciarla, signor Vespa, è una cosa francescana". "Questa serata evento è uno dei più bei regali che la Rai mi potesse fare. Ha visto quante cose sono uscite? Un continuo, ma perché San Francesco è infinito, più se ne parla e meglio è, è una cosa straordinaria. Naturalmente io dirò delle cose che lei conosce già, eppure tutte nuove", sottolinea Benigni, che definisce Francesco "il più grande plasmatore di anime della storia dell'umanità: non si poteva rimanere indifferenti quando si incontrava San Francesco, perché è infinito. Pensi che quando qualcuno lo incontrava era talmente impressionato dalla sua aura, dalla sua luce, che andava a casa e scriveva subito qualcosa, lo voleva incontrare, le mamme avevano paura, tenevano i bambini in casa perché temevano che venissero contagiati dalla gioia di San Francesco, lo seguissero. San Francesco ha vissuto tutte le inquietudini e i sentimenti umani, ha cambiato i sentimenti dell'umanità, anche i suoi". Il giovane Francesco "era irresistibile" e "non si chiamava nemmeno Francesco, ma Giovanni, ed è la prima volta che qualcuno nel mondo si chiama Francesco", racconta ancora Benigni. "Era un uomo meraviglioso, perché ha provato tutti i sentimenti umani del mondo e li ha veramente cambiati e ce li ha fatti sentire. Era ricchissimo e poverissimo, era un cavaliere, un guerriero, eppure è stato il primo operatore di pace, il primo pacifista, amava le donne in un periodo in cui tutti avevano orrore delle donne, compresa la chiesa. La chiesa voleva la guerra e lui voleva la pace. Poi diceva di non leggere, di essere incolti, eppure era coltissimo, ha scritto la poesia più bella, più moderna d'Italia, la prima, e tra i francescani ci sono i più grandi teologi di tutti i tempi. Voleva essere il più piccolo, il più basso e l'ultimo, è diventato il più alto, il primo, il più grande di tutti. Non solo, il dolore: aveva le stimmate. E nello stesso tempo la gioia, il giullare di Dio. Era un pazzo di Dio, Che fai di mestiere? Faccio divertire Dio. E soprattutto è straordinaria questa cose sulle donne: ha voluto lui Chiara nell'ordine, una cosa che la chiesa non fa nemmeno oggi, potevano addirittura predicare con lui, si sono amati fino alla fine". Perché in fondo è stato "un innovatore, se c'era una cosa da fare controtendenza, Francesco l'ha fatta". E ancora, "ha avuto milioni di seguaci, un oceano, era una multinazionale ma alla fine è rimasto solo". Quando era quasi cieco scrisse "Il cantico delle creature, la più grande ode al creato", ricorda ancora l'attore e regista. "Sa perché bisogna amare San Francesco? Perché proclamava l'uguaglianza della natura e degli uomini, tutti davanti a Dio, questo amore infinito, sconfinato di Dio verso gli uomini e degli uomini verso Dio, ma lui si vergognava se vedeva qualcuno che aveva meno di lui, che era più povero di lui, e se ha ragione lui siamo rovinati, invece noi andiamo avanti tranquilli, ma lui quando vedeva la sofferenza e il dolore non ce la faceva a vivere, ad andare avanti. È una personalità unica nel nostro mondo e ce l'abbiamo noi in Italia, è una cosa straordinaria".

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A.Suleiman--SF-PST