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Tunisia, allarme frane per l'iconica cittadina di Sidi Bou Said
'Comune a rischio'. Evacuazioni e strade chiuse dopo piogge eccezionali
La collina di Sidi Bou Said, uno dei siti più iconici e emblematici dell'area di Tunisi e punto nevralgico anche per il patrimonio architettonico e paesaggistico tunisino, è tornata al centro dell'emergenza maltempo e instabilità del terreno, con il comune etichettato in queste ore come "sinistrato" a causa del rischio di frane e smottamenti. Il direttore regionale della Protezione civile, colonnello Mounir Riabi, ha lanciato l'allarme sulla "fragilità persistente" del rilievo e sulla minaccia rappresentata dai movimenti del suolo per abitazioni e residenti, dopo una nuova sequenza di precipitazioni intense che nei giorni scorsi ha aggravato la situazione. Riabi, in dichiarazioni riprese dai media tunisini, ha sottolineato che gli interventi puntuali non sono più sufficienti e che occorre passare a un approccio complessivo, basato su studi geotecnici approfonditi, soluzioni "pesanti" e un monitoraggio permanente dell'area. Negli ultimi giorni diverse famiglie sono state invitate a lasciare temporaneamente le proprie case per ragioni di sicurezza, mentre le piogge abbondanti hanno rimesso in evidenza la vulnerabilità del versante e l'alta esposizione della zona ai dissesti idrogeologici. La zona più a rischio sembra essere il versante della collina che va verso il mare su cui poggia la nota villa dell'ex Barone d'Erlanger, classificato monumento storico dallo Stato tunisino, che dal 1991 ospita il "Centro di musica araba e mediterranea". Intanto, la municipalità di Sidi Bou Said ha annunciato "fino a nuovo ordine" chiusure preventive di più vie, vietando il transito sia ai veicoli sia ai pedoni in alcuni tratti ritenuti più sensibili. Le restrizioni si inseriscono in un contesto di perturbazioni che, nell'area del Grand Tunis e nel Nord-Est del Paese, hanno causato allagamenti localizzati, criticità alla circolazione ed episodi di smottamento, con l'impiego rafforzato delle squadre di protezione civile. L'ondata di maltempo, secondo diversi osservatori tunisini, ha avuto caratteristiche particolarmente intense: nel Nord del Paese l'Istituto nazionale di meteorologia ha emesso più avvisi, con livelli di allerta elevati su diverse regioni, segnalando condizioni eccezionali e un impatto pesante sulle infrastrutture di drenaggio. Dal punto di vista geologico, Sidi Bou Said poggia su un sistema di pendii e falesie costiere che può risultare sensibile alla saturazione idrica: l'acqua piovana, infiltrandosi nel sottosuolo, aumenta la pressione nei pori dei terreni e riduce l'attrito interno, favorendo scivolamenti superficiali o profondi, soprattutto dove il reticolo di drenaggio è insufficiente o dove insistono carichi urbanistici e vibrazioni legate al traffico. Il caso non è nuovo e il fenomeno è conosciuto da diversi decenni. La messa in sicurezza della collina è oggetto inoltre da mesi di un monitoraggio interministeriale. L'indicazione che emerge dai servizi di protezione civile e dalle autorità locali è la necessità di passare dalla gestione dell'emergenza a un piano strutturale: consolidamenti mirati, drenaggi profondi, riduzione dei fattori di instabilità e controllo continuo delle deformazioni del terreno, per evitare che nuovi episodi di pioggia possano innescare cedimenti più gravi in un'area densamente edificata e ad alta valenza turistica. In attesa di decisioni operative e finanziamenti, l'appello delle autorità resta alla prudenza: limitare gli spostamenti nelle zone interdette, rispettare le indicazioni municipali e segnalare tempestivamente crepe, cedimenti e anomalie del suolo che potrebbero anticipare nuovi smottamenti.
O.Mousa--SF-PST