-
Tesla interrompe la produzione di Cybertruck nel 2027 per puntare sul Cybercab
-
إيتا إيروايزز تتفق على 180 خروجاً طوعياً مع نقابات العمال
-
Ita Airways: intesa su 180 esuberi volontari
-
Decreto carburanti: misure su accise, bollo e fondi
-
Decreto Bollette: rinvio approvazione tetto gas
-
Mediobanca: utile netto a nove mesi supera il miliardo
-
Italia tra i Paesi più circolari, ma cresce il costo dei rifiuti
-
الاتحاد الأوروبي يوافق على استحواذ JD.com على Ceconomy بشروط
-
بداية عرض أنمي Devil's Crest على بريم فيديو في 6 نوفمبر
-
منظمة الحقوق الرقمية تتحدى شرعية أوامر إزالة المحتوى من شرطة دلهي أمام المحكمة العليا
-
انتهاء فترة الانخفاض في أسعار الإيجار في فانكوفر لأول مرة منذ ثلاث سنوات
'Il no dopo 20 secondi', assolto da violenza in appello
Sindacalista accusato di avere abusato di una hostess
Venti secondi per reagire a una violenza sessuale. Troppi per i giudici del tribunale della Corte d'Appello di Milano che hanno assolto anche in secondo grado, confermando la sentenza pronunciata dal tribunale di Busto Arsizio (Varese) nel 2022, l'ex sindacalista Cisl Raffaele Meola in servizio a Malpensa all'epoca dei fatti. Meola era accusato di violenza sessuale nei confronti di una hostess che a lui si era rivolto nel marzo 2018 per una vertenza sindacale. La Corte d'Appello di Milano ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura (il pm di Busto Martina Melita all'epoca aveva chiesto due anni) e da Maria Teresa Manente, responsabile dell'ufficio legale dell'associazione Differenza Donna a cui la donna si era rivolta. La seconda assoluzione, così come accaduto in primo grado, ha sollevato l'indignazione di Manente: "Faremo ricorso in Cassazione - ha assicurato - perché questa sentenza ci riporta indietro di 30 anni e rinnega tutta la giurisprudenza di Cassazione che da oltre dieci anni afferma che un atto sessuale, compiuto in maniera repentina, subdola, improvvisa senza accertarsi del consenso della donna è reato di violenza sessuale e come tale va giudicato". In primo grado il presidente del collegio Nicoletta Guerrero spiegò, dopo il verdetto di assoluzione, che "la vittima è stata creduta" ma che non era stata raggiunta la prova in dibattimento su quanto denunciato dalla hostess.
E.Aziz--SF-PST