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'Quel giorno 25 anni dopo', l'Istituto di Cultura Italiano a New York ricorda l'11/9
Dal racconto dei sopravvissuti una riflessione su ciò che quel giorno ha rappresentato
L'11 settembre, il giorno che ha cambiato il mondo, 25 anni dopo. All'Istituto Italiano di Cultura di New York si ricorda la tragedia che sconvolse gli Stati Uniti e il mondo attraverso la memoria di chi lo ha vissuto in prima persona. L'evento intitolato 'Quel giorno … 25 anni dopo' è un omaggio alle quasi tremila vittime degli attentati alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001. Ad aprire la conversazione, moderata dal direttore Claudio Pagliara, è stato un filmato con la testimonianza di uno dei sopravvissuti, raccolta dallo stesso Pagliara. Nel segmento Robert La Pietra ricorda che quel giorno il cielo era bellissimo a New York. "Nessuno sapeva bene cosa stesse succedendo - ha raccontato - ci si nascondeva sotto le scrivanie, negli armadi. Qualche secondo dopo ho visto fogli di carta fuori dalla finestra, fogli che cadevano, alcuni erano in fiamme. Un addetto alla sicurezza è arrivato e ci detto una cosa che non dimenticherà mai: 'un aereo ha colpito questo edificio'". Durante il suo racconto La Pietra non ha potuto far a meno di rivolgere un pensiero a tutti i giovani vigili del fuoco che sono corsi su per le scale per prestare soccorso e che purtroppo non sono sopravvissuti. Impresse nella sua mente sono inoltre le immagini in cui ha visto crollare entrambe le torri. "Questi fari di prosperità - ha detto - del tutto spariti, ridotti ad una nuvola di fumo". Tra le testimonianze anche quella di due giornalisti, Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi. "Cento milioni di americani sono nati dopo l'11 settembre. A venticinque anni dall'attentato terroristico più devastante della storia degli Stati Uniti, conservarne la memoria è più necessario che mai", ha spiegato Pagliara. "Con la proiezione della testimonianza di un sopravvissuto e una conversazione con due giornalisti italiani - continua - che videro con i propri occhi l'orrore di quel giorno, l'Istituto intende non solo rendere omaggio alle quasi tremila vittime, tra cui 414 italiani o persone di origine italiana, ma anche ricordare l'ondata di solidarietà universale che consentì a New York di risollevarsi, sconfiggendo il progetto di morte di al-Qaeda, che mirava a colpire al cuore l'Occidente".
F.AbuZaid--SF-PST
