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Opec+ indifferente al Venezuela, lascia produzione invariata
Atteso impatto limitato sui prezzi del petrolio dopo l'arresto di Maduro
L'Opec+ resta indifferente al blitz degli Usa in Venezuela e in una rapida e prevedibile riunione online decide di mantenere invariata la produzione di petrolio, evitando di discutere delle crisi politiche che stanno colpendo diversi Paesi produttori. La riunione degli otto membri del gruppo (Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman), che producono circa la metà del petrolio mondiale, ha dovuto fare i conti con il calo di oltre il 18% dei prezzi registrato nel 2025, il più ripido dal 2020. Il ribasso è dovuto alla abbondante offerta sul mercato, giudicata da molti anche eccessiva, tale da pregiudicare anche l'andamento delle quotazioni. Ma di fronte al caso Maduro e soprattutto alla frattura tra Arabia Saudita e Emirati per una fetta di territorio yemenita contesa, i produttori hanno preferito dare priorità alla stabilità piuttosto che all'azione, rimandando ogni scelta alla prossime riunioni, dandosi quindi appuntameto al primo febbraio. Da domani mattina cominceranno ad emergere sulle quotazioni del greggio gli effetti del post-Venezuela e delle mire americane sul petrolio locale. Gli analisti si attendono un impatto limitato di circa 1 o 2 dollari al massimo, considerando che - nonostante le riserve monstre del Paese - la produzione è oggi ridotta al lumicino.
I.Matar--SF-PST