Sawt Falasteen - Il diabete è aumentato del 23% in 20 anni, riguarda il 7,5% degli adulti

Il diabete è aumentato del 23% in 20 anni, riguarda il 7,5% degli adulti
Il diabete è aumentato del 23% in 20 anni, riguarda il 7,5% degli adulti

Il diabete è aumentato del 23% in 20 anni, riguarda il 7,5% degli adulti

Italian Barometer Diabetes Report, serve presa in carico integrata dei pazienti

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In Italia circa 3,8 milioni di persone convivono con il diabete, pari al 6,4% della popolazione complessiva e al 7,5% della popolazione adulta. Negli ultimi 20 anni questa patologia (che per oltre il 90% dei casi riguarda il diabete di tipo 2) è aumentata del 23%. Parallelamente alla crescita della malattia è aumentata la complessità assistenziale: servono in particolare prevenzione cardiovascolare, innovazione e presa in carico integrata. È la fotografia che emerge dall'Italian Barometer Diabetes Report 2026, elaborato dai ricercatori di Ibdo Foundation, Istat, Coresearch, BHAVE Health Ecosystem Institute, Osservatorio sulla salute bene comune e Planetary Health Inner Circle, presentato al Senato, su iniziativa di Daniela Sbrollini (Iv) in collaborazione con Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili e Università di Roma Tor Vergata, con il contributo non condizionato di Novo. Il rapporto, alla sua 19/ma edizione, evidenzia una crescita costante della prevalenza del diabete: dal 4,2% del 2005 al 5,4% del 2015, fino al 6,4% del 2025. L'aumento è pari al 52% e resta rilevante anche al netto dell'invecchiamento della popolazione, con una crescita del 23%. Si stima, inoltre, che oltre un milione di persone conviva con la malattia senza saperlo. "Il diabete è oggi una delle patologie croniche più diffuse in Italia - sottolinea il ministro della Salute Orazio Schillaci -. È una malattia silenziosa, ma che ha un impatto profondo sulla vita dei pazienti e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale". "La diabetologia sta attraversando una profonda evoluzione. Il controllo della glicemia resta fondamentale, ma oggi l'obiettivo è più ampio: prevenire le complicanze, proteggere gli organi e gestire in modo integrato il rischio cardiovascolare, renale e metabolico nel lungo periodo", afferma Paolo Sbraccia, Presidente di Ibdo Foundation. "Diabete, obesità e malattie cardiovascolari - commenta Sbrollini - sono condizioni strettamente connesse: affrontarle attraverso percorsi separati significa rischiare di frammentare la presa in carico e di perdere opportunità di prevenzione".

F.AbuShamala--SF-PST