Sawt Falasteen - 'Un'altra me', essere belli come l'avatar dei social

'Un'altra me', essere belli come l'avatar dei social
'Un'altra me', essere belli come l'avatar dei social

'Un'altra me', essere belli come l'avatar dei social

In sala film di Luca Brignone con Margot Sikabonyi, produce Luca Barbareschi

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(di Francesco Gallo) 'Un'altra me' di Luca Brignone è una sorta di fiaba digitale sull'essere e sull'apparire. Prodotto da Luca Barbareschi con Rai Cinema e distribuito da Altre Storie dal 5 novembre, il film ha come protagonista Anna (Margot Sikabonyi), una ragazza di trent'anni assistente di produzione che fa fatica ad accettarsi per quello che è. Coinvolta nella realizzazione di una versione al femminile di Cyrano de Bergerac, la ragazza si troverà a confrontarsi con le sue molte fragilità che cerca di superare creando sui social 'LaBenni', avatar che incarna tutte le cose che vorrebbe essere. Ovvero: carismatica, disinvolta e sempre affascinante. LaBenni diventa però sempre più popolare e prende anche misteriosamente vita nel mondo reale, iniziando a interferire nella sua quotidianità, provocando situazioni ad alto rischio e stravolgendo le sue complicate relazioni. "Abbiamo spesso dialogato sulla possibilità di raccontare questa cosa dell'essere e dell'apparire, un tema molto forte oggi sui social, dove si vuole apparire perfetti a tutti i costi - dice il regista -. Volevamo dare un senso non troppo pesante a questa condizione, facendo allo stesso tempo uno studio e una riflessione sulla nostra società". E ancora il regista, nato a Torino nel 1972: "Raccontiamo una donna che si sdoppia per sopravvivere a uno sguardo che la ignora, e poi impara a rimettersi insieme. È un film che vive di specchi: quello dell'app, quello del camerino, quello del palcoscenico". Sottolinea invece Sikabonyi (la Maria Martini in 'Un medico in famiglia'): "È il sogno di ogni attore riuscire a sdoppiarsi. In questa narrazione un po' folle, dove ci sono dei meccanismi che a me piacciono molto, ovvero che tutto ha sempre un rimando, nulla è detto a caso o ci si muove a caso, i personaggi hanno così una profondità tridimensionale". Illuminante l'intervento di Lucrezia Lante della Rovere che nel film è l'esigente madre di Anna: "Ho avuto una mamma che mi chiedeva sempre di essere perfetta, era ossessionata dalla perfezione. Da piccola mi ricordo che non si poteva andare a tavola col pigiama, bisognava sempre essere vestiti, essere sempre up. Così mi sono davvero divertita a fare in questo personaggio la sua caricatura e a riproporre anche il fastidio e la fatica che si prova di fronte a chi non ti vuole mai vedere per quello che sei". Da Luca Barbareschi, infine, una lunga denuncia dei social, a suo giudizio indirettamente responsabili dei recenti scontri degli studenti nelle piazze italiane: "Dietro i social che vendono le identità dei nostri figli c'è un gruppo di mascalzoni ed evasori totali, un movimento internazionale che, tra l'altro, vuole farci credere che l'IA sia il futuro dell'umanità. Ma questo non è vero: conta la coscienza, una cosa che le macchine non hanno. Sulla tragedia di Milano ho sentito dire un sacco di stupidità. Tra questi ragazzi c'era chi non sapeva esprimersi e quando uno non sa esprimere il suo pensiero capita dia un pugno, ma solo perché non sa spiegarsi. Questo film, in fondo, parla di mancanza di identità e della sua ricerca da parte dei ragazzi che non hanno nessuna speranza su cosa potranno fare nel futuro. E senza la speranza non c'è identità, ma solo violenza". Nel cast del film anche Andrea Bosca, Chiara Noschese, Paola Sambo ed Ernesto Mahieux.

L.AbuAli--SF-PST