Sawt Falasteen - Giorgio Armani, la vita oltre il successo nelle sue parole

Giorgio Armani, la vita oltre il successo nelle sue parole
Giorgio Armani, la vita oltre il successo nelle sue parole

Giorgio Armani, la vita oltre il successo nelle sue parole

La prima biografia autorizzata firmata da Roberta Filippini

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(di Elisabetta Stefanelli) ROBERTA FILIPPINI, GIORGIO SECONDO ARMANI LA VITA OLTRE IL SUCCESSO (Marsilio editori, pp. 368, euro 19,90. Con inserto fotografico). "Ripensando alla mia storia privata, quello che mi dispiace molto è di non aver creato una famiglia con tanti figli miei, anche se forse sarei stato un padre tremendo, ansioso, avrei preteso di gestire tutto. Ma il fatto è che dalla vita avrei avuto quello che mi piace in termini affettivi". È tutto in questa rivelazione così personale, così intima e sorprendente, Giorgio Armani raccontato da Roberta Filippini nella prima biografia autorizzata in cui è lui stesso a confidarsi con la giornalista e amica in un lungo dialogo. E si svela appunto puntiglioso, controllato ma anche nelle emozioni più vere. Il corposo volume, corredato da uno splendido apparato fotografico, è già una storia a sé perché nasce quando lo stesso Armani, nel 2014, chiama a sorpresa Filippini per proporle di scrivere un libro autobiografico. Sono giornate intense, trasparenti come il tavolo di cristallo dello studio di Via Borgonuovo a Palazzo Orsini, in cui Armani la accoglie per rispondere alle sue "domande libere" con "risposte mai reticenti", forse per capire lui stesso quello che non si è confessato fino ad allora. "In alcuni momenti mi sono sentita la sua psicanalista", scrive del resto l'autrice raccontando la genesi del libro, disponibile dal 1 settembre, in occasione del primo anniversario della morte dello stilista, scomparso il 4 settembre di un anno fa. Ecco, "stilista" è una di quelle parole su cui Armani si incaglia, lo chiama così per primo Nino Cerruti per cui va a lavorare dopo l'esperienza della Rinascente, ma a lui non piace. "In alcuni periodi mi ha dato fastidio per l'enfasi con cui è stato trattato'', confessa. E la bellezza di queste pagine è proprio forse nel non scoprire un Armani diverso, ma nell'entrare nella sua sobrietà, nella sua misura, quasi un equilibrismo a partire dall'infanzia, quando la madre lo portava in colonia, lì dove lei era la direttrice e lui un bambino come gli altri nato a Piacenza "tra il Po e il Trebbia" l'11 luglio del 1934, cancro come Sergio, nato cinque anni prima, e Rosanna che nascerà cinque anni dopo. Una delle passioni che non lo lasciano mai è quella del cinema, da quella prima volta in cui prende il primo aereo per accompagnare proprio la sorella aspirante attrice a fare un provino a Roma. Vede Anna Magnani al trucco, Giulietta Masina che gli appare fin troppo dimessa e quel cinema che poi consacrerà il suo talento con la celebre giacca destrutturata di Richard Gere, è già tutto nelle sue corde di bambino. "Certo non avrei mai immaginato di ottenere quell'effetto mediatico e popolare, quando Paul Schrader mi chiese di vestire il non ancora famoso Richard Gere per un ruolo difficile, un narciso che faceva l'escort in un ambiente elegante", racconta. E da quel film gli rimase anche l'amicizia di Lauren Hutton che lo andava a trovare a Pantelleria, l'isola che aveva scelto per le sue vacanze, il suo rifugio. Ed il libro del resto non segue un andamento lineare, il suo fascino è anche in questo andare e indietro nei ricordi del protagonista, che mette a confronto i vari momenti della sua vita, l'arte, la famiglia, la storia privata, gli aspetti del suo carattere di cui non si nasconde le asperità e le emozioni. Ma, storia nella storia, i tanti incontri tra Armani e Filippini e la lunga stagione di confidenze la prima volta finirono nel nulla, lui ci ripensò, lei mise tutto nel cassetto per quasi dimenticarsene fino a quando, dopo la sua scomparsa ha deciso - fortunatamente - di rispolverare il tesoro che Armani, anzi Giorgio, le aveva consegnato ed ora è tutto da leggere.

N.Shalabi--SF-PST