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Giancarlo Giannini, da De Gregori a Mimì metallurgico
L'attore è al Taormina Film Fest per il film 'Baracoa'
(di Francesco Gallo) "Francesco De Gregori ha ragione: lo dico da un sacco di tempo perché un artista dovrebbe esprimere il suo credo politico. Pensasse a fare il suo mestiere. Siccome faccio l'attore e sono conosciuto adesso influenzo pure gli altri, ma se già abbiamo i politici che non sanno neanche loro parlare…". Così oggi al Festival di Taormina Giancarlo Giannini dà ragione a chi pensa come De Gregori che l'artista non debba necessariamente fare proclami su come la pensa politicamente. L'occasione è il film 'Baracoa', opera prima di Luis Ernesto Doñas, che passa oggi Fuori Concorso alla 72esima edizione del Taormina Film Fest per poi essere distribuito dalla White Lion Media. Qui l'attore veste i panni di Felipe, generale italiano volontario a Cuba ai tempi della caduta di Fulgencio Batista nel 1956. C'è un personaggio che lei avrebbe dovuto interpretare e non gli hanno mai proposto? "No erano già tutti nel mio cassetto e alcuni li ho proposti io a Lina Wertmuller che andava a cercare questo tipo di caratteri e che Mastroianni e Manfredi non volevano fare. Ad esempio sapete come sono nati Mimì metallurgico e Pasqualino Sette bellezze? Avevo già lavorato con Lina facendo dei musicarelli, ma in genere vivevo facendo teatro, ma un giorno ho detto a Lina: facciamo un film insieme? Volevo fare un personaggio davvero popolare. Da lì è nato Pasqualino Sette bellezze che era ispirato a una comparsa di Cinecittà che portava acqua con una tanica e la serviva con bicchierini di plastica al Teatro 5 di Fellini durante l'estate. Lui ti dava da bere l'acqua fresca e tu gli davi 5 lire". Comunque da parte di Giannini nessuna paura della morte: "Per me è solo una grande avventura. Finalmente non dovrò più pensare troppo e tutto diventa finalmente naturale. Però - ha aggiunto - so che anche lì davanti alla porta del Paradiso troverò San Pietro a cui chiederò: senti non voglio sapere tante cose, ma una cosa la voglio sapere: è nato prima l'uovo o la gallina? E già so che mi risponderà male e mi manderà via". Al festival l'attore quasi ottantaquattrenne riceverà stasera, al Teatro Antico, il Taormina Film Festival Lifetime Achievement Award e oltre il film 'Baracoa' c'è un documentario a lui dedicato: 'Journey to Meet Mimì' a firma di Alfredo Lo Piero dove si esplorano i retroscena di quel Mimì Metallurgico che segnò una svolta nella carriera del grande interprete, diretto da Wertmüller e in coppia Mariangela Melato (il sodalizio culminerà in Travolti da un insolito destino nell'azzuro mare d'agosto). Fra materiale d'archivio e riprese contemporanee, 'A Journey to Meet Mimì' è anche un tributo alla Sicilia, terra d'origine dell'operaio impersonato da Giannini (che imparò il dialetto da un maestro d'eccezione, Turi Ferro) nel crudele affresco satirico della regista. Tornando a 'Baracoa', lungometraggio d'esordio di Doñas qui Giannini è appunto un anziano ex rivoluzionario comunista che ha lottato al fianco di Che Guevara e Fidel Castro e ha lasciato l'Italia per trasferirsi a Cuba, dove vive tra la nostalgia del passato e il difficile rapporto col figlio Pepe (Carlos Luis González), molto diverso da lui. Quando la salute di Felipe peggiora, arriva in casa il medico Jimmi (Yadier Fernández), formando il terzo polo di un triangolo di personaggi che nelle intenzioni del regista incarnano diverse anime dell'isola caraibica.
N.AbuHussein--SF-PST