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L'amicizia secondo Tina Fey nella seconda stagione di 'Four Seasons' su Netflix
La comedy su Netflix, con Colman Domingo, Will Forte e l'italiano Marco Calvani
(di Lucia Magi) La verità, vi prego, sull'amicizia. E sulle crisi di mezza età. È dal 28 maggio su Netflix la seconda stagione di 'The Four Seasons', la serie comedy creata da Tina Fey, Lang Fisher e Tracey Wigfield con Colman Domingo, Will Forte, Kerri Kenney-Silver, Marco Calvani ed Erika Henningsen. Il punto di partenza è semplice: sei amici cinquantenni che dai tempi del college si ritrovano quattro volte l'anno per una vacanza insieme, una per ogni stagione, ognuna raccontata in due episodi. Due coppie sposate — Kate e Jack (Fey e Forte) e Danny e Claude (Domingo e Calvani) — e poi Anne (Kenney-Silver), vedova di Nick (Steve Carell, che torna nei flashback), un po' alleata dell'amante di quest'ultimo Ginny (Henningsen), un po' alla ricerca di se stessa. La tradizione di sospendere per qualche giorno le proprie vite e passare del tempo tra sodali di vecchia data, confidenze, battute, maglioni comodi e calici colmi, viene mantenuta nonostante il terremoto che scuote la stagione d'esordio: dopo decenni di matrimonio, una figlia e una routine borghese ben consolidata, Nick lascia Anne per una donna molto più giovane. Poco dopo muore. La compagnia si riunisce per ricordarlo, tutti riempiono i bicchieri tranne Ginny. "È incinta", intuiscono le altre mentre cala il sipario sulla prima stagione. "Abbiamo lasciato in sospeso quel colpo di scena e quindi sapevamo da dove avremmo ricominciato a scrivere", spiega Fey in conferenza stampa. "Bisognava esplorare come questa gravidanza avrebbe fatto irruzione nel gruppo, quale ruolo avrebbe avuto Ginny e come gli altri avrebbero reagito. Poi c'era la morte improvvisa di Nick da metabolizzare, ognuno a modo suo. Nella stanza degli sceneggiatori dovevamo rispondere a queste domande… e poi capire dove volevamo farli viaggiare". Dopo le montagne nel nord dello Stato di New York per spargere le ceneri dell'amico defunto, le spiagge del New Jersey in estate e il Ringraziamento nel cottage di Anne fuori città, il gruppo si ritrova per Natale a Trento, la città natale di Claude-Calvani che è riuscito a convincere Danny a trasferircisi. "Ci siamo detti: Claude vive in un altro Paese da anni, parla una seconda lingua da anni… cosa significa tornare a casa e sentirsi di nuovo completamente se stessi?", riflette la storica autrice del Saturday Night Live e della comedy statunitense. "Questa vostra indagine mi ha toccato in modo molto personale - prende la parola Calvani, drammaturgo, regista, sceneggiatore e attore nato nel 1980 a Prato, ma residente a Los Angeles da anni. "Non mi ero reso conto di quanto avessi lasciato indietro quando ho lasciato l'Italia. La vita mi ha messo davanti tanti regali e non ci avevo mai riflettuto a fondo". "Sapete cosa c'è di bello in questo sequel? - esordisce Domingo - Gli sceneggiatori ci hanno costruiti ancora di più come ensemble. Abbiamo molte più scene tutti insieme", racconta Domingo, due nomination consecutive agli Oscar (per 'Rustin' e 'Sing Sing') che torna anche dietro la macchina da presa. "I personaggi ormai sono consolidati, pieni di dinamiche interne, tensioni e affetti. Ora divertiamo davvero un gruppo unico". Anche le scelte di regia nella puntata di debutto vanno in questa direzione: "cercavo di tenerci tutti nella stessa inquadratura, per conservare quella sensazione di unità". Fey approfondisce: "Mi interessava molto il rapporto tra Danny e Kate. Come sarebbe stato per loro vivere lontani e affrontare il dolore di quella distanza? Con lui Kate può tornare a essere la ragazza che era tanti anni prima: non è madre, né moglie, né capo. Poi abbiamo scoperto che Jack, senza il suo amico maschio con cui giocherellare sulla spiaggia o scherzare, si sarebbe sentito solo, arrabbiato, pieno di emozioni ingestibili". Ecco che la serie, più che su drammi interni alle coppie con i loro ruoli cristallizzati che hanno bisogno di scosse, si interroga sui legami di amicizia. "Ci interessava indagare le relazioni tra uomini e donne, le affinità elettive che non contemplano né amore romantico né semplice conoscenza: nessuno le racconta davvero". Il pensiero corre a un incrocio tra 'Friends' (ma come se ritrovassimo i personaggi vent'anni dopo) e 'Il grande freddo', perché c'è un lutto e la vita che continua fa ridere e piangere di tenerezza e comprensione.
V.AbuAwwad--SF-PST
