-
Droni Kiev su hub Ozon in Russia, 500 dipendenti evacuati
-
Tunisia, 'affondata barca diretta verso Italia, almeno 13 dispersi'
-
L'Iran concede il passaggio a Hormuz alle petroliere irachene
-
Codacons, 'controesodo può costare fino a 270 euro a famiglia'
-
Cincinnati Open, Gauff batte Kostyuk e va in semifinale
-
Cincinnati Open, Nakashima e Tiafoe in semifinale a casa loro
-
Non si arresta la corsa dei carburanti, gasolio a 2,200 euro al litro in autostrada
-
Niente accordo Usa-Canada, scattano dazi reciproci del 50%
-
Tennis: Cincinnati, Musetti ko nei quarti contro Tiafoe
-
Onu: Rodrigues-Birkett, Grynspan e Grossi in testa per il dopo Guterres
-
Atletica: Diaz terzo nel triplo di Losanna, si qualifica a finale Diamond League
-
Wsj, 'tensioni con Hegseth, lascia entro fine anno il segretario dell'esercito Usa'
-
Alaphilippe si ritira a 34 anni, ha vinto due Mondiali
-
Un morto nell'attacco alla scuola in Svezia
-
L'Argentina conferma l'acquisto agli Usa di 235 blindati per l'esercito
-
È ufficiale, Curtis Jones è un nuovo giocatore dell'Inter
-
Applausi a Mattarella da stadio di Taranto, al via cerimonia Giochi del Mediterraneo
-
Corte Suprema, Trump può per ora continuare i lavori alla sala da ballo
-
Europei ginnastica artistica: Targhetta oro nel cavallo con maniglie
-
Genoa, in chiusura l'arrivo dell'attaccante Osmajic dal Preston
-
Kiev, 'salgono a 14 i morti nel raid a Kryvyi Rih, 4 uccisi a Mykolaiv'
-
L'Argentina preme sul Mercosur per accelerare l'apertura a nuovi mercati
-
Borsa: Milano sulla parità con le banche deboli, recupera Stellantis (+4%)
-
Il gas in rialzo (+1,6%) a 66,4 euro al Megawattora
-
Geolier con Tutto è possibile risale in vetta alla hit parade
-
Lo spread tra Btp e Bund chiude in leggero rialzo a 82 punti base
-
Diagnosi più precise da una innovativa tecnica che legge il Dna
-
Borsa: l'Europa conclude in leggero rialzo, Londra +0,6%
-
Zelensky, 'ignobile attacco russo su centro commerciale di Kryvyi Rih, 5 morti'
-
Borsa: Milano chiude piatta, Ftse Mib invariato
-
Atletica: Tamberi in pedana in Polonia, prima gara dopo l'oro europeo
-
Zandvoort, Russell conquista la pole della Sprint in Olanda
-
Europei pallavolo: esordio ok delle azzurre, 3-0 alla Croazia
-
Esce 'What Are The Odds', il terzo album di Jorja Smith, tra amicizia e scoperta di sé
-
Nasce in Italia la Wikipedia della chimica, per progettare la sintesi delle molecole
-
Per Uber multa da 825 milioni dal garante per la privacy in Olanda
-
Mini Big Bang simulati fanno luce sui primi istanti dell'universo
-
Fallita la prima missione di salvataggio spaziale, ma si tenterà l'avvicinamento
-
Cnr, trovata rete da pesca fantasma di 4 tonnellate a Termini Imerese
-
Netanyahu, 'Erdogan dittatore antisemita, non ci faremo intimidire'
-
Maxi squalifica per Paredes, 10 giornate dopo la rissa della finale Mondiale
-
Diaz-Canel, 'usciremo vittoriosi dal blocco imposto dagli Usa'
-
Brasile, stanziati 830 milioni di euro per un supercomputer nazionale
-
Al cinema 'Queen Budapest', il film sull'ultima esibizione dal vivo della rock band
-
Ft, 'Kiev cerca l'ok di Musk per equipaggiare i suoi droni con Starlink'
-
Lunedì Costa a Kiev, prenderà parte alla riunione dei Volenterosi
-
Svizzera, grave incendio a Thusis, disperse cinque persone
-
Media, manoscritti di Gandhi venduti all'asta a 1,4 milioni di euro
-
Sinner rinuncia agli Us Open
-
Scocchia (illycaffè), il prezzo della tazzina sotto la corsa della materia prima
Enrico Rava, 'Miles Davis il più grande, impossibile rubargli l'anima'
'Una sera a New York venne a sentirmi suonare, mi feci portare il Valium'
(di Luciano Fioramonti) ''Tutta colpa di Miles''. Enrico Rava, 86 anni, il jazzista italiano più conosciuto all'estero, scherza ricordando come vedere per la prima volta dal vivo Miles Davis gli abbia cambiato la vita. Era il 1956 e il grande trombettista americano tenne un concerto a Torino. ''Avevo 17 anni e mezzo e restai folgorato. Era strepitoso, aveva carisma, sul palco la sua forza di attrazione era tale che tutti guardavano lui anche quando non suonava. Due settimane dopo comprai una tromba e l'ho imparata copiando come potevo le sue cose più semplici. Mi sono innamorato di lui e non ho mai smesso'', dice all'ANSA, riflettendo sull' impronta profonda lasciato nella storia della musica del Novecento dal gigante del jazz nato il 26 maggio di cento anni fa ad Alton, in Illinois. . ''Ero già da anni un suo fan - racconta -. Mio fratello aveva i dischi di Miles e Chet Baker che mi avevano affascinato''. Che cosa rende Davis diverso dagli altri? ''In primo luogo il suo suono, unico, il suono della sua anima. E poi il senso drammaturgico dell' assolo e della musica. Riesce sempre a inventare storie e a raccontarle, è difficile che si limiti a clichè o a frasi come fanno quasi tutti''. Come ha cambiato il modo di suonare la tromba? ''Per me è il musicista più grande e importante del jazz moderno. Anche dal punto di vista tecnico, ma non è quello il punto. Non è mai esibizionista, è sempre essenziale. Chi ha provato a copiarlo è riuscito magari a fare le stesse cose ma non funzionano, è impossibile rubargli l' anima''. Una figura inimitabile, dunque, tra i grandi come Armstrong, Ellington e Parker. ''Non conosco altri come lui. Un grande trombettista molto influenzato da Miles è stato anche Chet Baker, ma lui ha un' altra cosa: è la bellezza, fa una frase più bella dell' altra ma non ha ilo stesso senso del racconto''. Enrico Rava ha incontrato un' unica volta Davis a New York nel 1969. ''Dovevo suonare nel club Ungano's, il tempio del jazz-rock dell' epoca dove si esibivano anche Tony Williams e Jimi Hendrix, con il gruppo Gas masks prodotto da Teo Macero, lo stesso di Miles. Mi disse che sarebbe venuto a sentirci ma io non ci credevo e invece arrivò davvero. 'Suoni qui, stasera? Occhio che ti controllo'' mi disse mente fumavo una sigaretta davanti al locale. Io feci finta di nulla e risposi 'Yeah' ma poi chiamai subito Gato Barbieri che abitava con me in una casa poco distante e gli chiesi di portarmi in fretta il Valium. Miles fu carino con me dopo il concerto, mi diede un pugno amichevole sul braccio e ricordo che mi disse di amare l'Italia, le auto e la cucina. Sapeva cucinare bene anche la pasta e mi raccontò di essersi arrabbiato a morte con Paul Chambers, il contrabbassista che suonava con lui, che una volta l'aveva rovinata coprendola di ketchup''. Molti trombettisti, osserva il musicista torinese, sono stati influenzati da figure come Clifford Brown, Freddie Hubbard e, in tempi più recenti, Wynton Marsalis, pazzeschi tecnicamente ma comunque imitabili. ''Miles era talmente personale... quello che fa ha senso se lo fa lui. Il fraseggio è solo una parte. Lui ha influenzato tanti musicisti, me compreso, nel modo di pensare e costruire la musica, come mettere insieme un gruppo. In questo è stato un maestro assoluto come Duke Ellington''. Pochissimi sono riusciti come lui a creare situazioni perfette per i suoi musicisti da Bill Evans a Paul Chambers spingendoli a dare il meglio. ''Lo stesso Coltrane è cresciuto immensamente suonando con lui. Quando Miles lo chiamò era un sassofonista di secondo ordine ma nel giro di due o tre anni esplose in tutti i sensi, tecnicamente e come testa. In Kind of Blue quello che fa Coltrane è diventato un punto di partenza per tutti i sassofonisti a venire. E così accadde con Herbie Hancock. Aveva la capacità di capire le potenzialità di ognuno lasciando grandissima libertà perchè sceglieva musicisti di cui si fidava''. Bebop, cool, musica modale, svolta elettrica, fusion e funk, il pop di Time After Time e Human Nature: quale è stato il punto più alto del percorso musicale di Davis? ''Per me la metà degli anni Cinquanta e i Sessanta, nel quintetto con Coltrane e poi con Wayne Shorter. Nel disco live del 1964 My Funny Valentine al Lincoln Center c' è un assolto in Stella By Starlight che a mio giudizio è uno dei vertici della musica del '900. La svolta elettrica non mi ha entusiasmato ma comunque, in qualunque situazione, una sua nota vale più dell' opera omnia di qualsiasi trombettista. Riesce a nobilitare tutto, come accade anche nel brano Dune Mosse di Zucchero''. Rava accenna a un lungo elenco: a 19 anni Davis fa dei soli con Parker così belli e diversi da come si suonava all' epoca che alcuni sono stati utilizzati da altri musicisti come nuovi temi. Nel 1949 a 23 anni si inventa il passaggio dal Bebop ai brani con Bill Evans e Gerry Mulligan che poi sarebbero confluiti nel disco Birth of The Cool che tra l' altro ha influenzato le musiche di tutti i telefilm polizieschi americani degli anni Cinquanta e Sessanta. E meno di dieci anni dopo con Gil Evans sforna capolavori assoluti come Miles Ahead e Scheetch of Spain, tra le sue cose più belle. ''In Round Midnight nel quintetto con Coltrane fa solo il tema e nella introduzione si ferma su una sola nota tenendola lunga, carica di espressione e profonda. Ascoltandola per la milionesima volta, mi è venuto da pensare che tutta la storia della musica è servita per arrivare al giorno in cui un signore chiamato Miles Davis riesce a fare una nota così, semplice e magica''.
D.AbuRida--SF-PST