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Carmen Consoli all'Olympia di Parigi, 'credo negli Stati Uniti d'Europa'
L'artista nel tempio della musica francese. "Canterò in siciliano, torno più terrona"
(di Paolo Levi) Parigi, l'Olympia, l'Europa: Carmen Consoli torna nella capitale di Francia per una data speciale del suo 'Amuri Luci' all'Olympia, il leggendario music-hall tempio della musica d'Oltralpe che ha ospitato giganti della canzone, da Édith Piaf a Joséphine Baker, fino a Jacques Brel, i Beatles, i Rolling Stones. La tappa parigina coincide con il 9 maggio Festa dell'Europa. "Credo molto nell'Europa, credo negli Stati Uniti d'Europa. Sono nata così e mio figlio ancora di più", dice la cantautrice siciliana rispondendo all'ANSA a margine di un primo vivacissimo incontro organizzato all'Istituto italiano di Cultura (IIC) di Parigi diretto da Antonio Calbi. "Il 9 maggio - puntualizza Consoli - è molto importante, anche perché è l'anniversario di Peppino Impastato, che in qualche modo ci libera dall'idea di un sistema dittatoriale che da noi si chiama mafia. Quindi è una doppia festa per me che sono siciliana: Peppino, l'Europa e Parigi... sono molto europeista, ci credo davvero, mi piace la Sicilia proiettata in Europa". La trasferta nella Città delle Luci sarà l'occasione per far risuonare come non mai ad una platea cosmopolita le corde di un'identità forte - siciliana, italiana, mediterranea. Consoli, che non esclude un ritorno al Festival di Sanremo (Tornerà? ''Penso di sì, prima o poi i fiori me li prendo") ha rievocato il suo primo concerto a Parigi, nel 2001. "Ricordo il Café de la Danse, fu bellissimo, una grande emozione". All'epoca "facemmo versioni in francese di alcuni brani e poi rielaborai una canzone, meravigliosa, di Serge Gainsbourg: Je suis venu te dire que je m'en vais". Da allora, spiega, "ho fatto una grande ricerca anche delle mie radici, ho recuperato le tradizioni, ho cercato di contaminarmi tantissimo, dal rock fino a Ignazio Buttitta, illustre poeta siciliano. Pensavo di arrivare all'Olympia cantando in francese o in inglese e invece torno più terrona, canterò in siciliano". Quanto alla città che la vede protagonista in questi giorni, "ho sempre avuto un'attrazione enorme per Parigi. Ho anche abitato qui. Ho sempre vissuto questa città con grande passione. Ogni giorno c'è una mostra diversa, il cinema, il teatro, il cibo, la poesia, questo un po' essere délabré che è anche poetico ed elegante". Consoli racconta, tra l'altro, di quando veniva a vedere le pièces di Peter Brook alle Bouffes du Nord o i primi spettacoli di Emma Dante al Théâtre des Champs Elysées: "Che orgoglio, che era, da siciliana". Ed è proprio a Parigi, tiene a sottolineare, che riposa al Père-Lachaise un altro grande suo conterraneo, Vincenzo Bellini (1801-1935): come un filo segreto che unisce l'Etna alle sponde della Senna e che sembra tramandarsi di generazione in generazione. "Mio figlio ha preso 10 in storia. Ovviamente un compito sulla Rivoluzione francese", ironizza Consoli davanti al pubblico dell'Istituto, aggiungendo che in questo periodo gli sta leggendo, prima di andare a dormire, 'Mussolini, il capobanda', di Aldo Cazzullo, "perché oltre a una cultura anti-mafia serve una cultura anti-fascista". Consoli ripercorre la sua carriera e incanta i presenti all'Hotel de Galliffet, storica sede dell'IIC, con anticipazioni del concerto, tra cui 'Amur Luci' e 'Galateia', interpretata in greco antico. Perché anche da lì trae la sua origine la lingua siciliana. Evoca poi il poeta Teocrito, Ninetta da Messina, Polifemo, il fiume Aci (o Jaci): altrettanti riferimenti del nuovo (e antichissimo) mondo consoliano. Quanto alla condizione della donna, "non ho visto una particolare evoluzione", risponde la 'cantantessa' a un cronista francese che la interroga sulla situazione femminile in Italia. La scaletta all'Olympia sarà un viaggio musicale pensato come un'unica narrazione in due tempi. Il primo tempo seguirà l'ordine dell'album Amuri Luci, undici brani eseguiti senza interruzioni, come un affresco sonoro che prende forma davanti al pubblico. Il secondo tempo ripercorrerà invece il repertorio della cantautrice con una libertà nuova: alcune canzoni saranno proposte in versioni più intime, altre acquisteranno energia grazie agli arrangiamenti modellati su suoni garage. L'artista ricollegherà la sua trentennale carriera a questo presente creativo, tracciando una continuità che non è solo musicale, ma culturale ed emotiva. Previsto anche un omaggio a sorpresa ad un "grande artista" francese di cui Carmen Consoli non rivela il nome.
H.Nasr--SF-PST
