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Jovanotti al TIC Festival, "Lorenzo Barone è un grande, lo ammiro
"Occhio fratellino, occhio" dice il cantante al viaggiatore umbro
Una sorpresa d'eccezione al TIC Festival di Terni: Jovanotti ha fatto irruzione — in collegamento video — nel panel con Lorenzo Barone e Matteo Ward, regalando al pubblico un momento di autentica stima e affetto. Lorenzo Barone, originario di San Gemini, in Umbria, è partito in bici a 18 anni e non si è mai fermato. Si definisce un viaggiatore a propulsione umana: niente supporto esterno, solo ingegno e forze proprie. Il suo progetto più ambizioso si chiama DUST — il viaggio della sabbia — e racconta come gli ecosistemi della Terra siano intrecciati: attraversamento del Sahara in bicicletta, traversata dell'Atlantico a remi, Amazzonia a piedi e in canoa, fino al tentativo di vetta sull'Ojos del Salado a 6.893 metri. Un'impresa in quattro atti che ha portato il nome di un piccolo comune umbro in giro per il mondo. Ed è proprio lui che Jovanotti ha voluto celebrare. "Lo chiamo Lorenzino Barone", ha detto il cantautore, "perché si chiama Lorenzo come me, ma è un po' più piccolo di età e un po' più grande di obiettivi". Un'amicizia fatta di messaggi scambiati e di una parola d'ordine che Jovanotti ripete sempre in chiusura: "Occhio fratellino, occhio — perché quello che lui fa, le imprese che si propone e porta fino in fondo, sono veramente estreme". Il musicista ha anche rivelato di essere stato, per stessa ammissione di Barone, una delle prime fonti di ispirazione per il suo primo grande viaggio. "Questo me l'ha confessato lui e mi onora molto.". Poi, quasi in chiusura di collegamento arriva da parte di Jovanotti una riflessione quasi filosofica che ha emozionato tutto il pubblico in sala: "Grande ammirazione per lui, credo che abbia trovato un suo posto nel mondo unico e di grande ispirazione per molti, ma soprattutto è la sua avventura e la sua vita. Aldilà di quello che lui può comunicare agli altri, che è molto meno importante di quello che tu puoi comunicare al tuo spirito guida interiore, perché poi l'esperienza la fa lui, noi possiamo seguirlo ed essere intrattenuti dalle sue avventure, ma l'esperienza è la sua. Questa cosa porterà nella sua vita, immagino, grandi trasformazioni, grande evoluzione. Chissà, chissà dove arriverà con le sue imprese.". Il saluto finale, caldo e diretto come solo Jovanotti sa fare: "In bocca al lupo Lorenzino. Occhio, occhio, occhio."
Z.Ramadan--SF-PST