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Sciatunostro, Ettore e Giovannino piccoli amici a Linosa
In sala il racconto di una terra di Leandro Picarella
(di Francesco Gallo) Magia di un'amicizia infantile in una piccola isola nel cuore del Mediterraneo, Linosa (341 abitanti). Gli amici inseparabili sono Ettore e Giovannino, undici e sette anni, e per loro è l'ultima estate insieme. Ettore è infatti costretto a trasferirsi sulla terraferma per proseguire gli studi. Che ne sarà di Giovannino? Questa la prospettiva piena di mare, sole e amore puro che accompagna 'Sciatunostro', film di Leandro Picarella già in concorso a Progressive Cinema alla Festa di Roma e ora in sala dal 9 aprile con PostMov. In anteprima il 7 aprile al Cinema Troisi a Roma. A Giovannino, o comunque a chi ha nostalgia, si apre una sola possibilità per stemperare il dolore: nutrirsi dell'archivio e della videocamera di Pino, anziano videoamatore, che da anni filma l'isola, i suoi abitanti, la sua natura, il suo mare, i gabbiani e le feste. Fermare il tempo è salvifico, si fa memoria condivisa, è appunto il soffio dell'isola - lo sciatu - che diventa il respiro di un'intera comunità. 'Sciatunostro' è insomma un film in presa diretta, senza nessuna finzione, di poche parole, un documentario di situazioni ordinarie, ma comunque straordinarie e che mostra anche come un hard disk da due terabyte con i suoi filmati possa contenere allo stesso tempo il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, l'isolamento, l'esperienza del distacco, la nostalgia e soprattutto il tempo che passa. "Questo film - dice il regista e autore siciliano al suo quarto lungometraggio - , nasce da un desiderio essenziale: restituire voce e respiro a una memoria collettiva che rischia di sbiadire e tentare di raccontare un sentimento, quello che si prova la prima volta in cui si ha a che fare con il distacco da qualcuno o qualcosa. L'isola di Linosa, nelle Pelagie, non è solo uno sfondo in cui questo accade: è un corpo vivo, che respira insieme ai suoi abitanti. È terra, mare, silenzio e vento; è sguardo d'infanzia, ma anche eco di chi è passato prima. Frequento l'isola da tanti anni - aggiunge - e da tempo desideravo raccontarla attraverso una storia semplice e universale, che ne evocasse l'essenza: la fine di un'estate, un'amicizia interrotta, una partenza che segna un prima e un dopo. Da sempre, sento che il tempo sull'isola perde le sue coordinate, si mescola e si confonde, per questo ho pensato che il modo migliore per raccontarla fosse intrecciando due livelli temporali: quello del presente, vissuto da Ettore e Giovannino - due amici nati e cresciuti sull'isola - e quello della memoria, custodito nelle immagini d'archivio di Pino, un anziano videoamatore. Le sue riprese amatoriali, ma intensamente autentiche, diventano frammenti di vita isolana che si legano al racconto dei bambini in un unico movimento". Infine, riguardo al titolo "la parola sciatu - fiato, soffio vitale - mi ha ispirato nella scrittura del film. Sciatunostro diventa così non solo il titolo, ma una dichiarazione d'intenti: raccontare il nostro respiro, la nostra anima, la nostra casa. Un film che appartiene a una comunità, a chi resta e a chi parte, a chi filma e a chi viene filmato".
B.AbuZeid--SF-PST