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Il tempo di Louise Farrenc, a Venezia festival per la musicista
Dal 28 marzo al 28 aprile l'omaggio di Palazzetto Bru Zane
Pianista virtuosa e compositrice di opere sinfoniche in un mondo riservato agli uomini, influenzata fortemente da Beethoven contribuì al rinnovamento musicale parigino con altre personalità di spicco della scena culturale intorno al 1830 come Berlioz, David e Chopin. Louise Farrenc (1804-1875), musicista unica nel suo genere morta 150 anni fa, torna all'attenzione del grande pubblico grazie al Palazzetto Bru Zane che a Venezia le dedica dal 28 marzo al 28 aprile il suo Festival di Primavera. Proveniente per parte materna da una famiglia di pittori, riuscì ad affermarsi anche per merito del marito, il flautista ed editore Aristide Farrenc, ma si conquistò la fama esclusivamente per il suo talento. Ha lasciato un catalogo che comprende opere per pianoforte, musica da camera, ma soprattutto due ouverture e tre sinfonie. Il Centro di Musica Romantica Francese che ha sede a Venezia la ricorda anche ''per rendere omaggio a quella generazione di artisti, nata ai tempi dell'Impero napoleonico, che ha tenuto a battesimo il romanticismo musicale in Francia''. Nel corso del Festival, articolato in sette concerti e una conferenza, il pubblico sarà accompagnato in un ritratto musicale di Louise Farrenc e dei suoi contemporanei, alla scoperta della nascita e dello sviluppo del romanticismo musicale in Francia. Il concerto inaugurale, alle 19:30 nella sede del Centro in San Polo 2368, vede Noé Inui al violino e Vassilis Varvaresos al pianoforte in brani di Chopin, Farrenc, Liszt e Gouv. Domenica 29 marzo nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista si esibirà il Duo Jatekok formato dalle pianiste Naïri Badal e Adélaïde Panaget in ''All'ombra di Berlioz'', con un programma che comprende appunto Berlioz, Holmès, Saint-Saëns, Dukas e Liszt. Poco amata dai suoi contemporanei, l'opera di Hector Berlioz ha guadagnato prestigio con il tempo, fino a diventare oggi l'albero che nasconde la foresta dei musicisti romantici francesi. Amico di Franz Liszt e conoscitore delle opere di Richard Wagner, Berlioz condivise con Louise Farrenc uno sguardo critico sul proprio tempo, nonché il culto di Beethoven. Pur percorrendo strade stilistiche diverse, entrambi partecipano alla definizione di uno spazio estetico francese che il giovane Camille Saint-Saëns continuerà a solcare fino all'inizio del Novecento. Il periodo 1830-1850, segnato da profondi sconvolgimenti politici, coincide con una fase feconda per la vita musicale francese. Parigi era allora una capitale culturale che attira a sé i talenti di tutta Europa, come il polacco Frédéric Chopin e l'ungherese Franz Liszt. All'ombra dei grandi operisti che danno vita al genere del grand opéra, il mondo della musica da camera cerca la propria strada, tra virtuosismo e introspezione. E' in questo contesto che Louise Farrenc diventa una figura di primo piano, garante dello stile classico che discende direttamente da Beethoven.
T.Samara--SF-PST