-
Marotta, 'Inter non rinuncia a Lautaro, non se ne deve nemmeno parlare'
-
Calcio: è ufficiale, Badiashile dal Chelsea al Napoli
-
Tamberi vince in Diamond League a Katowice, salta 2.31
-
Putin promette rappresaglia per gli attacchi ucraini ai magazzini e-commerce
-
Carney, non possiamo accettare quello che gli Usa ci hanno offerto
-
Infantino sbarca in Rep. Dominicana, Montagliani 'riconsideri la sua presenza'
-
Katz, 'Erdogan colto con le mani nel barattolo dei biscotti in Siria'
-
Putin, 'dobbiamo ampliare il nostro sistema di difesa aerea'
-
Gp Olanda: Antonelli 'peccato per un piccolo errore, potevo fare la pole'
-
Putin riconosce 'danni all'economia' dai raid Kiev 'ma per loro nessun vantaggio'
-
Un padre giapponese abbandona il figlio di 7 anni per ore per scalare il Monte Fuji
-
Gp Olanda: Norris in pole in Olanda, terzo tempo per Antonelli
-
Il 47/o Rossini Opera Festival chiude con presenze in crescita
-
Tra autofiction e gossip, M di Rachel Cusk è Natalie Portman?
-
Us Open: Serena Williams e Alcaraz assieme nel doppio misto
-
Venezuela, nuova legge per accelerare la ricostruzione post-sisma
-
A Venezia Robert Pattinson cattura-pedofili in 'Primetime'
-
Europei pallavolo: altra vittoria per le azzurre, 3-0 al Montenegro
-
Rammarico Belgrado per mancata scarcerazione di Mladic, malato terminale
-
I Vitelloni di Fellini nella top 20 di Mel Brooks
-
Due italiani condannati per vandalismo a Malta ma pena sospesa, potranno rimpatriare
-
Zelensky, 'continuano le ricerche sotto le macerie di Kryvyi Rih, 16 i morti'
-
Juve: Spalletti 'fatto un buon mercato ma c'è ancora da lavorare'
-
Terremoto in Colombia, il bilancio delle vittime sale a 329
-
Il fratello di Natalie Harp un 'gringo sadinista' che sostiene Maduro
-
Juve: Spalletti, 'buone sensazioni, vogliamo fare bene'
-
Il fidanzato di Hayden Panettiere tentò di salvarla con il farmaco anti-overdose
-
Trump, sala da ballo magnifica, ai contribuenti non costa un centesimo
-
Giudice Usa annulla il divieto di Trump per i visti ai migranti di 75 Paesi
-
Macron, 'orrore per raid russi in Ucraina, manderemo nuovi missili intercettori'
-
Grandval e Beethoven, la nuova stagione di Palazzetto Bru Zane
-
Fava, per la pensione dei giovani 'salvadanaio' all'Inps con un chip dello Stato
-
Open Fiber al Meeting di Rimini, 'i nostri visori mostrano la casa del futuro'
-
Milan: Amorim, Leao domani non ci sarà
-
Gasperini: "Roma numericamente incompleta, ma rosa più competitiva"
-
Il primo gran premio di Indycar a Washington, per Trump giro d'onore
-
Amorim, non so quanto ci vorrà ma vogliamo vincere scudetto
-
Presidenza arbitri, Pacifici si candida "serve visione per il futuro"
-
Robot cinese corre i 100 metri in 9"32, battuto il record di Bolt
-
L'Oscar Suzie Templeton, 'sogno di lavorare con Miyazaki e Isao Takahata'
-
Fava, 'nel futuro per il welfare puntare sul lavoro, senza non c'è previdenza'
-
Sulla app pubblica o delle banche per l'euro digitale è scontro Bce-istituti
-
Leo Gullotta, 'manina 'destra' della Regione siciliana mi ha escluso da un premio'
-
Premio Ezio Bosso alla divulgazione musicale, al via seconda edizione
-
GP Olanda, Russell vince la Sprint
-
Fava, 'nuovo modello Inps intercetta fabbisogno dei cittadini per il loro futuro'
-
Musica al cinema, da Ultimo a Jova cresce il trend dei grandi eventi in sala
-
Bolt si iscrive ad una squadra amatoriale di Manchester
-
Il corto italiano 'Quinn' debutta a Hollywood nel festival che lancia corsa agli Oscar
-
Media, Giappone inerte contro le sanzioni Usa alla Cpi, "un fallimento diplomatico"
Cinquant'anni fa moriva Luchino Visconti, 'conte ribelle' maestro del cinema
Intransigente ed elegante 'indagatore' del passato e del presente
(di Francesca Pierleoni) Un poeta nel racconto senza sconti di contraddizioni e crisi della società. Un intransigente ed elegante indagatore del passato e del presente attraverso rituali di classe in disfacimento e l'immersione in vite difficili. Mondi potenti e rivelatori quelli creati da Luchino Visconti, nei quali ha avuto come compagni di strada, fra gli altri, Jean Cocteau, Thomas Mann, Giovanni Verga, William Shakespeare, Giuseppe Verdi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Anton Cechov. Aristocratico e partigiano, ricercatore della perfezione e sperimentatore fra scena e set, il conte 'rosso' moriva 50 anni fa, il 17 marzo del 1976 a Roma, mentre stava ultimando il doppiaggio del suo ultimo film, L'innocente, e lavorava a un adattamento di La Montagna incantata. Un cinquantenario dalla scomparsa ricordato con una serie di iniziative in Italia e all'estero: dalla retrospettiva di Fondazione Cinema per Roma a quella di Ciné-histoire a Montreal passando per la proiezione di Ludwig il 16 marzo al teatro alla Scala. Nato a Milano, il 2 novembre del 1906, quarto di sette fratelli, Luchino, conte di Lonate Pozzolo, è figlio del duca Giuseppe Visconti di Modrone, imprenditore appartenente all'antica nobiltà lombarda, e di Carla Erba, della ricca famiglia di industriali farmaceutici. Colti e raffinati, i Visconti introducono i figli fin da piccoli alla bellezza e alla musica. Da contraltare c'è un'educazione molto rigida alla quale Luchino, tanto ricettivo quanto ribelle non si piega. Dopo gli studi, un breve periodo da militare e una fortunata avventura come allevatore di cavalli, il giovane Visconti trova a inizio degli anni '30 la sua strada a Parigi dove l'amica Coco Chanel gli fa conoscere gli intellettuali vicini al Fronte Popolare come Jean Cocteau, Luis Bunuel, Man Ray e soprattutto Jean Renoir, di cui diventa assistente volontario. Nel 1939, anno in cui muore la madre, Visconti si trasferisce a Roma, e si lega al gruppo di intellettuali antifascisti intorno alla rivista Cinema, come Umberto Barbaro, Giuseppe De Santis, Mario Alicata, Pietro Ingrao, con i quali lavora a varie sceneggiature. La sua opera prima è Ossessione (1943), con Massimo Girotti e Clara Calamai: storia cupa e passionale, ispirata da un romanzo di James Cain, che intreccia amore clandestino e morte. Il film, osteggiato dalle autorità fasciste diventa un apripista al neorealismo (un termine nato proprio dal montatore di Visconti, Mario Serandrei). Intanto il cineasta si impegna sempre di più nella Resistenza, nascondendo armi e persone nella sua villa. Per questo viene arrestato e torturato dalla famigerata Banda Koch nella pensione Jaccarino, da cui esce solo grazie all'intercessione dell'attrice María Denis. Nel 1945 per Visconti arriva l'approdo alla regia teatrale con I parenti terribili di Jean Cocteau, ritratto di una famiglia dilaniata. Guardare ai nuclei famigliari attraverso "le lotte interne i dissidi e le loro ripercussioni" spiega il regista, diventa per lui una costante. Il suo secondo film è La terra trema (1948), libero adattamento, nel segno del realismo, da I Malavoglia di Verga, recitato da veri pescatori e abitanti di Acitrezza. L'insuccesso al botteghino riporta il regista al teatro, dove fa scoprire all'Italia i veristi americani, da Tennessee Williams ad Arthur Miller. Il ritorno al cinema c'è nel 1951 con Bellissima, storia di sogni e illusioni incarnata da Anna Magnani, che segna anche l'inizio del sodalizio in scrittura con Suso Cecchi d'Amico. Anni nei quali Visconti debutta pure come regista d'opera: un'affinità elettiva esaltata dalla collaborazione artistica con Maria Callas. Proprio un matrimonio tra narrativa, pittura, musica e cinema, sullo sfondo della terza guerra d'indipendenza, anima il racconto di ideali perduti e tradimento di Senso (1954), con Alida Valli, dalla novella di Camillo Boito. Il percorso del regista continua, fra gli altri, con un'altra famiglia che si distrugge in un mondo ostile, quella di Rocco e i suoi fratelli (1960) ed arriva a Il Gattopardo (1963), dal romanzo di Tomasi di Lampedusa, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Un capolavoro di messa in scena, affresco d'epoca e analisi sociale che gli fa vincere la Palma d'oro a Cannes. Nel 1965 arriva anche il Leone d'oro con uno dei film a cui resta più legato, Vaghe stelle dell'orsa.... Dopo il poco apprezzato Lo straniero (1967), Visconti ritrova il successo con La caduta degli dei (1969), primo capitolo della sua 'trilogia tedesca'. Il film è un'immersione disturbante nell'abisso morale ed etico in cui sprofonda una famiglia di industriali in Germania negli anni dell'ascesa di Hitler. Nel cast Dirk Bogarde, Ingrid Thulin e Helmut Berger (ultimo grande amore nella vita del regista). Un anno dopo arriva Morte a Venezia (1971), adattamento struggente, ed estetizzante del romanzo di Mann. La trilogia è chiusa dal monumentale Ludwig con Berger nel ruolo del decadente Ludovico II di Baviera. Nelle ultime fasi della lavorazione, nel luglio 1972, Visconti viene colpito da una trombosi, che lo lascia semiparalizzato ma il cineasta si rimette dopo qualche mese al lavoro. Dirige ancora due film: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L'innocente dal romanzo di D''Annunzio (1976). "Quasi tutti i miei personaggi sono degli sconfitti - spiega il cineasta in una delle sue ultime interviste, concessa a Piera Fogliani - perché sono quelli che mi commuovono di più. Personalmente preferisco vincere, ma sento una grande solidarietà per i vinti".
J.AbuHassan--SF-PST
