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Eddie Brock, io ultimo a Sanremo ma 'vado al massimo'
'Felicissimo di tutto quello che mi è successo, grato a Sal da Vinci'
(di Cinzia Conti) La sua Avvoltoi è arrivata al 30/o posto, l'ultimo della classifica di Sanremo 2026. Come Vita spericolata di Vasco Rossi penultima nel 1983 e Donne di Zucchero nel 1985. Come Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano eliminato già dalla prima serata e non ripescato. O in tempi più recenti l'ultimo posto di Tananai con Sesso occasionale nel 2022, ma l'elenco delle canzoni bistrattate a Sanremo e poi diventate addirittura icone è lunghissimo. Forte anche di questo Eddie Brock va al massimo e rivendica l'esperienza sanremese al punto tale da essersi tatuato dopo poche ore il numero 30 sulla mano. "Mai però mi permetterei di paragonarmi a Vasco Rossi, - dice in un'intervista all'ANSA -: ci mancherebbe altro, ma cerco di prendere spunto da quello che mi hanno insegnato i cantanti che amo e le persone che stimo: contano solo le persone". E poi aggiunge ridendo: "Anche a scuola io ero così: o prendevo due o prendevo otto. I posti in mezzo non mi sono mai piaciuti perché mi piace eccellere sia in male che in bene". E poi scherza: "Certo, a saperlo niente strees e andavo sul palco proprio in mutande...". Domani esce la versione deluxe di "Amarsi è la rivoluzione" che amplia il racconto del precedente album con l'inserimento di "Avvoltoi", il brano presentato in gara sul palco dell'Ariston, "Portami via", interpretato nella serata delle cover di venerdì 27 febbraio in duetto con Fabrizio Moro e anche l'inedito "Il tuo universo", nuova pagina della sua crescita autorale. E Eddie Brock, il cui successo è esploso lo scorso anno con "Non è mica te", certificato disco d'Oro Fimi con oltre 24 milioni di streaming, fa un bilancio più che positivo del festival. "È andata bene, sicuramente sono un ragazzo nuovo e le persone devono abituarsi anche magari a sentire qualcosa di diverso. È normale che se ti presenti come l'ultimo arrivato, poi arrivi ultimo proprio, un gioco di parole azzeccato. Ma vedo comunque dalle persone che mi vogliono bene che sto avendo un bel riscontro, la cosa più importante secondo me è che le persone apprezzino le emozioni che ho cercato di dare. Ho sempre detto che non mi interessava la classifica, non sono ipocrita e continuo a pensarlo". L'artista romano non ha rimpianti né rimorsi: "Penso di aver fatto tutte e quattro le esibizioni bene. Nella prima ho attaccato un po' di più perché quando io ho paura attacco, questa è una cosa che sto cercando di smussare. A volte, per sembrare disinvolti, si mette una maschera, anche alla paura. Nella seconda ero più tranquillo e sono riuscito a rilassarmi e a farla in maniera diversa. Mi è caduta la maschera e mi sono giocato la mia paura, è un'emozione anche quella. Ho mostrato lati diversi della mia persona e non rimpiango assolutamente nulla perché era proprio quello che volevo fare. Sono sempre Edoardo, molto umano, molto normale". Il festival lo ha cambiato in meglio proprio su questo punto: "Sono grato perché mi ha fatto affrontare tante paure. Ad esempio ho sempre paura di vomitare, prima dell'esibizione siamo stati male sia io che il mio produttore. Un anno fa non avrei neanche cantato per la paura di sentirmi male. Lì mi sono preso una medicina e vai". Tanto gli incontri su quel palco tra esordienti come lui e artisti di lunga carriera: "Non mi colpiscono tanto il lavoro o i premi. Mi colpisce molto come è fatta una persona, come Sal Da Vinci, come Sayf. Ad esempio Sal non ha mai cambiato il rapporto con me, è sempre stato educato dall'inizio alla fine, sempre mi ha voluto bene. Di questa cosa gli sarò sempre riconoscente. E sono anche tanto contento che abbia vinto e ritengo molto ingiusti alcuni attacchi che sta subendo. Questo signore si è strameritato tutto dopo anni di carriera, di gavetta e anche di porte chiuse in faccia". E anche Chiello che aveva detto di mirare all'ultimo posto: "Mi dispiace - dice alla romana - ma gli ho fregato il posto!". Nei prossimi mesi tanti progetti e "tante cose belle finalmente con le persone" spiega. L'uscita del disco sarà accompagnata da un instore tour che lo porterà a incontrare il pubblico nelle principali città italiane per firmare le copie del nuovo progetto, partendo da Roma il 6 marzo e arrivando a Piacenza il 22. Subito dopo l'Amarsi Tour 2026 al via il 26 marzo da Milano (Santeria Toscana), con date già annunciate a Roma (Largo Venue) il 29 marzo, il 3 aprile a Napoli (Duel Club) e in conclusione il 22 agosto a Cattolica. "Sono stato onorato di cantare con l'orchestra all'Ariston, ma la mia band mi diverte tanto perché sono persone a cui voglio bene e la vivo in maniera un po' 'più rock'". E la sua Roma come l'ha riaccolto? "Ora come ora sono al solito bar, sono sempre qui, mi ha accolto bene, gli amici miei sono contentissimi, mi hanno fatto gli striscioni. Sono stati tutti fieri del percorso che abbiamo fatto, perché erano a conoscenza di tutte le mie paure, delle mie perplessità di vita, non di musica. Avermi visto sicuro e tranquillo in una cosa così grande li ha resi fieri".
H.Nasr--SF-PST