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Cameron contro Netflix per l'acquisizione della Warner Bros
Sarandos risponde e lo attacca, entra nella polemica anche Ruffalo
Continua ad inasprirsi lo scontro per l'acquisizione di Warner Bros Discovery che vede in campi opposti Paramount Skydance e Netflix. Ha deciso di schierarsi, proprio mentre sta per scadere il termine posto per la chiusura della trattativa, anche James Cameron, che in una lettera inviata nei giorni scorsi al senatore Mike Lee, presidente della sottocommissione sull'antitrust di Capitol Hill (una delle autorità che sta vagliando la liceità del possibile accordo), sostiene che consentire a Netflix di acquistare lo studio potrebbe infliggere un colpo disastroso alle sale cinematografiche e indebolire una parte essenziale della macchina di Hollywood, con gravi perdite di posti di lavoro. "Il modello di business di Netflix è in netto contrasto con il settore della produzione e dell'esercizio cinematografico, che impiega centinaia di migliaia di americani", scrive Cameron, nella lettera resa pubblica inizialmente da Cnbc. "È quindi in netto contrasto con il modello di business della Warner Brothers, uno dei pochi grandi studi cinematografici rimasti". Il regista teme che se la piattaforma acquisisse lo studio diminuirebbe sostanzialmente il numero di progetti per il grande schermo e questo costituirebbe "un duro colpo per la comunità degli esercenti (i proprietari dei cinema e le loro decine di migliaia di dipendenti) in un momento critico in cui questa produzione verrà reindirizzata allo streaming". Una presa di posizione alla quale ha reagito prontamente il co-ceo di Netflix Ted Sarandos, sempre attraverso una lettera a Mike Lee: "Rispetto enormemente il signor Cameron e adoro il suo lavoro - sottolinea - ma la sua lettera travisa consapevolmente la nostra posizione e il nostro impegno per l'uscita dei film Warner". Il co-amministratore delegato di Netflix ricorda a Lee che "quando ci siamo incontrati e di nuovo quando ho testimoniato sotto giuramento davanti alla sottocommissione ho detto chiaramente che continueremo a distribuire i film della Warner Bros nelle sale con una finestra esclusiva di 45 giorni, esattamente come oggi. Questo non è un obiettivo provvisorio o una linea guida flessibile; è un numero fisso e un impegno fermo". Sarandos aggiunge di aver detto "la stessa cosa al signor Cameron quando ci siamo incontrati il ;;20 dicembre 2025, poco dopo aver annunciato il nostro accordo per l'acquisizione della Warner Bros". Il regista di Avatar viene criticato anche da Mark Ruffalo sul social Threads: "Quindi... la prossima domanda al signor Cameron dovrebbe essere questa - scrive l'attore -: 'Lei è contrario anche al monopolio che un'acquisizione da parte di Paramount creerebbe? O solo a quello di Netflix?'. Credo che la risposta sarebbe molto interessante per la comunità cinematografica e andrebbe posta immediatamente. Mike Lee è contrario anche alla vendita a Paramount? È preoccupato quanto lo è per la vendita a Netflix? Vogliamo tutti saperlo... Parlo a nome di centinaia di migliaia di filmmakers in tutto il mondo".
J.AbuHassan--SF-PST