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Riccardo Muti torna al Regio di Torino, 'Macbeth sono io, perfetta simbiosi'
Alla regia la figlia Chiara, 'sconvolgente attualità, valori capovolti'
"Perché dirigo ancora Macbeth? Ma avete visto la mia faccia? C'è una simbiosi". Il maestro Riccardo Muti ritorna per la quarta volta al Teatro Regio di Torino, dove andrà in scena il Macbeth, con la regia della figlia Chiara. Venerdì 20 febbraio ci sarà l'Anteprima giovani e i biglietti sono stati venduti tutti in tre minuti. Poi l'opera, realizzata in coproduzione con Teatro Massimo di Palermo, andrà in scena per sei recite dal 24 febbraio al 7 marzo. Il Macbeth è l'opera che Muti ha più diretto, la prima volta nel 1974 a Firenze, poi a Napoli, alla Scala, a Roma, a Chicago, in Giappone. "Mi piace approfondire, scopro sempre nuovi dettagli. Come dice un famoso detto, più si scava più forse si trova l'acqua, cioè la verità", spiega Muti in un incontro con la stampa affollatissimo nel foyer del Regio. "Ormai lavoro poco nei teatri - racconta - perché in tanti teatri non si lavora bene, ho ridotto il numero delle orchestre che dirigo. Al Regio di Torino ho vissuto un'esperienza molto positiva, ho lavorato molto bene con l'orchestra, il coro e il personale. È un teatro che merita rispetto", spiega Muti che ricorda di avere "combattuto per far sì che l'opera italiana fosse e sia considerata nel mondo non come un intrattenimento, ma come un'opera d'arte. Io non abdico al palcoscenico, perché sono un uomo di teatro". Della figlia Chiara ci tiene a ricordare che "ha studiato con Strehler, ha fatto danza. Ha molti dei miei difetti - osserva - e c'è sintonia, ma non fa la regia che io ho imposto. Il nostro non è un rapporto tra padre e figlia, ma tra direttore d'orchestra e regista, abbiamo anche delle discussioni". Chiara Muti sottolinea l'attualità del Macbeth: "Tratta del tema dell'antitesi, del capovolgimento dei valori, accaparrarsi un'identità che non ti appartiene. Oggi tutto si equivale, non c'è più la capacità di comprendere ciò che è bello e ciò che è brutto, confusione generale. Il sold out dei biglietti dei giovani è importante, è bene che ci abbeveri ancora all'alta arte, speriamo di riuscire a rispettare il messaggio di Verdi e di Shakespeare".
O.Farraj--SF-PST