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Lda e Aka 7Even pronti per Sanremo, 'per il Sannazaro contate su di noi'
Fieri della nostra napoletanità, Sal uno zio, De Piscopo leggenda. De Filippi? La maronna
(di Cinzia Conti) Fieri della loro napoletanità ("è una città che si merita il successo che sta avendo"). Contenti di far parte della nutrita squadra di artisti made in Campania a Sanremo ("Sal da Vinci è come uno zio, con gli altri siamo amici, è un po' una rivincita"). Pronti a portare sul palco nella serata delle cover una leggenda come Tullio De Piscopo che poche ore prima festeggerà gli 80 anni. Lda e Aka 7even arrivano al festival per la prima volta insieme con la spensieratezza dei loro 22 e 25 anni e la forza della loro amicizia, nonostante siano molto diversi tra di loro come origini, come carattere e anche come tipo di musica. Anche se a turbarli in queste ore c'è la grande ferita del rogo al teatro Sannazzaro: "È proprio una tragedia. Lo conosco molto bene - dice Lda - e sono molto affezionato al Sannazaro. Sarei super pro alla proposta che ha fatto qualcuno di riservare una parte dei proventi di Sanremo per ricostruirlo. E qualora servisse un aiuto di tutti i tipi, noi due rispondiamo Presente! Mi sembra il minimo". Gli fa eco Aka 7even: "È a disposizione anche la nostra musica, la nostra voce. Realizzare un concerto per il Sannazaro". Sulla genesi del brano di Sanremo dicono: "Avevano finito il tour estivo e stavamo a casa per ridere, scherzare, rilassarci un attimo. Andiamo in studio così, ma dopo un po' sentiamo che c'era qualcosa di serio nell'aria. E nasce Poesie Clandestine. Poi c'è stato tutto il lavoro sul disco omonimo che è stato praticamente preparato in 16 giorni, contiene 10 pezzi ed esce il 6 marzo". La prima regola che i due giovani si sono dati è stata mettere davanti la verità, "cioè quello che noi siamo, il modo in cui percepiamo l'amore, che è uno dei temi principali del disco. Abbiamo fatto un lavoro in cui ci siamo messi a nudo, ma senza aspettative. Troviamo varie sfaccettature, dal cantautorato al latin, addirittura al pop radio, è veramente molto variegato. Anche un po' questa sfumatura cantautorale: in alcuni pezzi abbiamo messo da parte il genere che tocchiamo soggettivamente nei nostri progetti da solisti". E una cosa che tengono molto a sottolineare: "Prima che pensiate 'questi qua sono usciti pazzi' vogliamo dire che per questo disco abbiamo separato totalmente i nostri progetti singoli. Perché comunque io ero partito da un progetto totalmente R'n'B - dice Lda - e io continuerò il mio progetto totalmente R'n'B da solista". "Io ho fatto il mio progetto urban e continuerò col mio progetto urban" aggiunge Aka 7even. Le radici napoletane vengono finalmente alla luce in Poesie Clandestine: "Possiamo dire che è la prima volta che cantiamo napoletano a tutti gli effetti, è arrivato pure il momento. Noi siamo napoletani veramente. Finora non era successo per tante motivazioni. E quindi sono stato sempre un po' restio nel cantare il napoletano, perché tra l'altro mi dovevo subire per l'ennesima volta determinate cose" ammette Lda. E continua: "Dopo un po' ho detto basta, faccio quello che mi piace. Io parlo napoletano, io sono un po' come Emanuele Geolier disse in un'intervista: io penso in napoletano, quando parlo in italiano è perché mi sforzo". La maggior parte dei pezzi segue il flusso con il quale i due artisti sono cresciuti musicalmente. "Da Pino Daniele - racconta Aka 7even - a parti dei pezzi dove c'è anche un po' di Alex Baroni. Non che io mi stia paragonando a Alex Baroni, perché sono un'unghia del suo piede. Io sono cresciuto con la sua musica e anche involontariamente questa cosa influisce sul nostro lavoro in studio. La cosa che personalmente mi piace del disco è che puoi trovarci di tutto. Perché puoi ballare, piangere, ridere, portare nostalgia, un pensiero. Anche il fatto che abbiamo un po' ripreso, su Maledetta voglia di te, quello che epocalmente era il genere napoletano. Cioè il ritornello è un po' quella roba blues". Per la serata cover portano sul palco Tullio De Piscopo e Andamento Lento: "È una leggenda vivente. Siamo cresciuti con lui e Pino Daniele. Tullio è un'istituzione, ce lo invidiano a livello mondiale. E poi, non so se si può dire, ma rompe il c... a tanti batteristi ancora oggi a 80 anni". Sull'Eurovision non hanno dubbi che la questione sia prematura: "Ma secondo voi vincimmo? - dicono in napoletano - Guarda, non ci siamo proprio posti questo problema perché solo il FantaSanremo possiamo vincere...". E su questo promettono battaglia e dicono "che faranno di tutto". Immancabile per Lda la domanda su quali consigli gli abbia dato il padre Gigi D'Alessio per la gran prova Sanremo: "A livello artistico non mi ha detto niente, perché alla fine siamo tanto diversi. Come padre invece mi ha dato consigli d'oro, di vivermela serenamente, di essere Luca, di stare sempre tranquillo e di non dare per scontato tutto quello che mi sta accadendo e ci sta accadendo. E ripeto, di essere sempre me stesso perché ci sarà sempre chi mi vuole bene e chi mi schiferà. Ah, e di 'metteme 'a sciarpa'". Curiosità anche su Dio, citato più di una volta nei brani. Aka 7even racconta che a 7 anni è finito 7 giorni in come per un'encefealite fulminante: "Da qui anche il mio nome e ci ho scritto anche un libro. Il mio corpo è praticamente tutto pieno di tatuaggi religiosi, disegni religiosi. Io ho avuto, nella sfortuna, la fortuna di vedere in quei giorni qualcosa che va oltre... Ho un legame profondo con la religione che però non cerco di inculcare, non sono il messia, ma una persona che vive la religione interiormente. Prego con me stesso, prego con Dio, ci parlo e mi fa stare bene. È un benessere".
S.AbuJamous--SF-PST