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Zegna apre l'armadio di famiglia alla Milano Fashion Week
Abiti da collezionare e da tramandare, come quelli delle quattro generazioni del gruppo
(di Gioia Giudici) Non vengono da soffitte polverose, ma da armadi di famiglia che custodiscono capi collezionati nel tempo, le proposte per la prossima stagione fredda firmate Zegna, che hanno aperto oggi le sfilate della Milano Men's Fashion Week. Per l'occasione, al Palazzo del Ghiaccio è stato allestito un enorme armadio, attorniato da sedie d'epoca e tappeti persiani, pieno di capi provenienti dal guardaroba di famiglia di Gildo e Paolo, la terza generazione della famiglia Zegna. All'interno dell'allestimento, una teca da museo custodiva il N1, il primo abito realizzato negli anni Trenta, su misura, per il fondatore, il conte Ermenegildo Zegna. L'armadio di famiglia non è una trovata da passerella, ma un guardaroba reale: in uno dei suoi primi appuntamenti importanti a New York, Gildo Zegna, per 20 anni presidente e Ad del gruppo, di cui dal primo gennaio è diventato presidente esecutivo, racconta di aver indossato un abito del padre e un cappotto del nonno, "che mi davano quella sicurezza che è ciò - chiosa - di cui ha bisogno la moda oggi". Uno spirito che guida il lavoro di Zegna anche con l'ingresso della quarta generazione - Edoardo e Angelo, figli di Gildo, nominati co-Ceo - ai vertici del gruppo. Un'azienda ancorata alla famiglia, ai suoi valori e anche al suo armadio, di cui "mi sento il custode" dice il direttore creativo Alessandro Sartori, spiegando che questo guardaroba, che contiene migliaia di capi appartenuti a quattro generazioni, "è il luogo dove le storie vengono mantenute". È nata da questa idea la collezione per il prossimo inverno, sviluppata con il desiderio di "creare pezzi che durino per sempre, da condividere, scambiare, passarsi". Tutto questo, ovviamente, è possibile grazie alla qualità dei tessuti, "tutti tracciati: chiamiamo per nome - scherza Gildo Zegna - ogni pecorella", ma anche grazie a lavorazioni che rendono possibile adattare un capo anche di una taglia, per passarlo a un figlio o magari a un nipote, e a uno stile classico, rivisitato pensando alle esigenze di oggi. È un guardaroba pensato per uomini che non vanno di corsa: "Il nostro cliente non usa, colleziona - sottolinea Alessandro Sartori - per lui gli abiti sono oggetti da custodire come possono esserlo gli orologi". E per lui la maison riserva degli appuntamenti one to one come quelli al via da domani a Villa Zegna, il negozio di Milano dove 100 top clients potranno comprare la collezione in passerella oggi, guidati da stylist e sarti. Una formula grazie alla quale "le persone - spiega Sartori - si fermano in negozio tre o quattro volte più di anni fa". Al centro della collezione il capo per eccellenza, il cappotto, proposto in tre diverse lunghezze, anche nella nuova versione doppiopetto orizzontale che permette di modificare la silhouette cambiando l'abbottonatura. I nuovi blazer in lana e cashmere hanno linee lunghe e morbide e tasche basse, a suggerire un mood informale, e si accoppiano a pantaloni morbidi e mocassini scamosciati, a camicia e cravatta o alla polo. Un'eleganza senza tempo che in passerella culmina nella giacca Conte, ispirata al fondatore, oggi proposta in versione da sera, con una semplice camicia a collo alto.
K.AbuDahab--SF-PST
