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Wagner, classici e autori di oggi nel 2026 della lirica
Fra tradizione e innovazione le proposte dei grandi teatri d'opera
(di Luciano Fioramonti) Wagner, titoli messi in scena per la prima volta e classici immancabili con regie prestigiose, tanto barocco assecondando l'interesse crescente del pubblico, incursioni nel Novecento e lo sguardo puntato su autori contemporanei. Il 2026 dei maggiori teatri d'opera italiani si preannuncia ricco di spunti e di appuntamenti da non mancare. Per la Scala di Milano il nuovo anno si apre il 1 febbraio nel segno di Richard Wagner con il Crepuscolo degli dei, ultimo capitolo del Ring, per la regia di Sir David McVicar con sul podio Alexander Soddy in alternanza con la direttrice Simone Young. A marzo sarà eseguito l'intero ciclo con L'Oro del Reno, La Valchiria, Siegfried e ancora Il Crepuscolo. In cartellone spiccano la ripresa di Turandot firmata da Davide Livermore, diretta da Nicola Luisotti; il direttore Maxime Pascal per Pelleas et Melisande di Debussy con il debutto alla regia alla Scala di Romeo Castellucci e il Nabucco del Riccardo Chailly con Anna Netrebko, Luca Salsi, Michele Pertusi e Francesco Meli nel cast per la regia di Alessandro Talevi. Myung-Whun Chung, direttore musicale dalla prossima stagione, sarà sul podio a giugno per una nuova Carmen con la regia di Damiano Michieletto. Al Teatro dell'Opera di Roma - dopo l' avvio di stagione con il wagneriano Lohengrin - la novità è in programma il 19 febbraio con la prima assoluta al Costanzi della nuova versione di 'Inferno' di Lucia Ronchetti - già direttrice della Biennale Musica a Venezia - firmata da David Hermann e diretta da Tito Ceccherini. Vittorio Grigolo e il soprano georgiano Nino Machaidze saranno i protagonisti di Roméo et Juliette di Charles Gounod, titolo mai apparso nei cartelloni del Lirico capitolino, in scena dal 28 aprile con Daniel Oren sul podio e la regia di Luca De Fusco. Un altro debutto è atteso l' 11 ottobre con la regista tedesca Tatjana Gürbaca con Falstaff di Verdi diretto da Michele Mariotti, con il baritono Luca Salsi nel ruolo del titolo. Nella capitale Wagner in forma scenica sarà il pezzo forte anche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: dopo La Valchiria diretta da Daniel Harding che lo scorso ottobre ha inaugurato la stagione in corso, in programma dell'esecuzione completa del Ring con un titolo all'anno continuerà con Siegfried per l'apertura del cartellone 2026-2027 sempre con il regista Vincent Huguet e il designer Pierre Yovanovitch. La Fenice di Venezia, in uno scenario ancora agitato dalle polemiche sull'incarico di direttrice musicale a Beatrice Venezi, aprirà il 23 gennaio con Simon Boccanegra di Verdi diretto da Renato Palumbo per la regia di Luca Micheletti con Luca Salsi, Francesca Dotto e Francesco Meli. Seguiranno La Traviata diretta da Stefano Ranzani con la regia di Robert Carsen; il barocco vivaldiano di Ottone in Villa diretto da Diego Fasoli, Lohengrin, coprodotto con l'Opera di Roma, firmato da Damiano Michieletto con Markus Stenz sul podio. A maggio sarà la volta di Carmen secondo il regista Calixto Bieito; musica contemporanea in giugno con Venere e Adone di Salvatore Sciarrino e in ottobre il dittico The telephone & Trouble in Tahiti di Gian Carlo Menotti e Leonard Bernstein. L'estate musicale dell'Arena di Verona sarà nel segno di Verdi e Puccini con La Traviata diretta da Michele Spotti con Martina Russomanno e Yusif Eyvazov; due versioni di Aida, quella moderna firmata da Stefano Poda con Daniel Oren sul podio e lo storico allestimento di Franco Zeffirelli; Nabucco con Amartuvshin Enkhbat e Maria Josè Siri; La Bohème, regia di Alfonso Signorini, direttore Francesco Lanzillotta, con Eleonora Buratto e Yusif Eyvazov; Turandot nell'allestimento firmato da Zeffirelli con Anna Pirozzi. Al San Carlo di Napoli il 18 gennaio va in scena Nabucco diretto da Riccardo Frizza, e a seguire Falstaff con Marco Armiliato sul podio e Luca Salsi protagonista; Lucia di Lammermoor per la regia di Gianni Amelio con Rosa Feola; Werther di Jules Massenet con Jonas Kaufmann nel ruolo principale; Adriana Lecouvreur con la regia di Davide Livermore; Turandot con Anna Pirozzi; Aida in forma di concerto con Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Luca Salsi; Mitridate, Re di Ponto di Mozart con Giovanni Sala e Mariangela Sicilia; Alcina di Handel in forma di concerto con Lisette Oropesa; La Cenerentola di Rossini diretta da Speranza Scappucci, regia di Damiano Michieletto. Al Massimo di Palermo il 20 febbraio va in scena Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la regia di Lorenzo Amato e Gabriele Ferro sul podio. L'11 marzo arriva per la prima volta Semiramide di Gioachino Rossini con Vasilisa Berzhanskaya, nel ruolo della protagonista. Sul podio Christopher Franklin. A seguire l'opera comica di Donizetti Le convenienze e inconvenienze teatrali, con il baritono palermitano Nicola Alaimo e il soprano Desirée Rancatore; il ritorno dopo 13 anni di Aida con la regia di Mario Pontiggia e la direzione musicale di Frédéric Chaslin. A settembre Cavalleria rusticana di Mascagni e in ottobre chiusura di stagione con Rigoletto con la regia di John Turturro e la direzione di Gianna Fratta. Nel cast, il francese Ludovic Tézier al debutto a Palermo nel ruolo del titolo.
O.Salim--SF-PST
