-
Venezuela, il legale dell'ex ministro Alex Saab smentisce il suo arresto
-
Colombia, il Consiglio elettorale esclude Iván Cepeda dalle primarie della sinistra
-
Argentina-Usa, intesa sui minerali critici
-
Coppa Italia: Chivu, abbiamo sofferto un po' nel finale ma siamo contenti
-
Milano Cortina: slittino, Fischnaller subito veloce allo Sliding Centre
-
Ovs prevede di chiudere l'anno con ricavi in crescita a 1,74 miliardi
-
'Amministrazione Trump contro Nike per discriminazione dipendenti bianchi'
-
'Consigliere diplomatico di Macron ha incontrato Ushakov ieri a Mosca'
-
Mosca, 'le parti del New Start non più vincolate dagli obblighi dell'accordo'
-
Trump, 'Khamenei dovrebbe essere preoccupato ora'
-
On line i nuovi contributi 2026 per colf, badanti, baby sitter
-
Usa-Ue-Giappone annunciano partner strategica sui minerali critici
-
Media Israele, 'saltano i colloqui Usa-Iran, posizioni troppo distanti'
-
Ciclismo: Europei pista, due argenti per l'Italia dalle donne
-
Erdogan regala ad Al Sisi un'auto elettrica turca
-
Next Land e Stellantis, al via la Winter Camp
-
Se si dorme male in un letto nuovo, il segreto è in un gruppo di neuroni
-
Da Acquirente Unico bond per 600 milioni. Pichetto, operazione di rilievo
-
Rose Byrne, dalla corsa all'Oscar a una donna che vive in auto
-
Fondazione Barilla, parte Grand Tour del Libro del Risparmio, recuperabili 500 euro l'anno
-
Serie A: Doveri dirigerà Verona-Pisa, Guida per Juve-Lazio
-
Borsa: Milano chiude poco sotto i 47mila punti, sprint di Mediobanca
-
Mit, campagna di richiamo Takata, 'verifica se il tuo veicolo è coinvolto'
-
Industria e ricerca insieme per non perdere le opportunità quantistiche
-
Borsa: Europa contrastata in chiusura, Parigi +1,01%, Francoforte -0,72%
-
Una medaglia per il quarto posto, i bozzetti degli studenti dell'Ipzs
-
Confindustria punta sui giovani diplomatici, 'avvicinare imprese e diplomazia'
-
Xi a Trump, 'possiamo risolvere le questioni col rispetto reciproco'
-
Rubio, necessario includere missili balistici in negoziati con Iran
-
La casa di Marilyn Monroe, i proprietari fanno causa a Los Angeles
-
Stefano Bollani a Umbria jazz con All stars-tutta vita live
-
Love Me Love Me, il nuovo young adult e romance-triangle
-
Budapest condanna a 8 anni per violenza Maja T.
-
Calcio: Tonolini sulla giornata degli arbitri, "bene giallo a McKennie"
-
L'assemblea di Mps approva le modifiche allo statuto
-
Su Tmz le foto di Epstein morto in cella
-
Trump ritira 700 agenti federali dell'immigrazione da Minneapolis
-
Croce Rossa, 'salgono a 162 i morti dell'attacco in Nigeria'
-
Weekend al cinema, Shakespeare scalda il motore in vista dell'Oscar
-
Bonucci 'il bullismo neo della società che si manifesta in tanti modi'
-
Una nuova banca dati per il gemello europeo della Terra
-
Daniele Taddei nuovo Presidente dell'Unione Imprese Tecniche dell'Anica
-
Il tecnico sul mercato: 'Ho la rosa che volevo. Raspadori? Vediamo per la Coppa Italia'
-
Cargo russo al largo della Sardegna, la Nato monitora gli spostamenti
-
Borsa: Milano supera i 47mila punti, nuovo massimo da novembre 2000
-
Cgil, è crisi per l'industria, oltre 131mila lavoratori coinvolti in tavoli Mimit
-
Nella chirurgia maxillo-facciale esordisce il visore di realtà aumentata
-
Meryl Streep sarà Joni Mitchell in un nuovo biopic di Cameron Crowe
-
Ismea, Italia primo esportatore mondiale di mele superati Usa e Cina in valore
-
Napoli: Di Lorenzo infortunato si opera a un piede
Fiorito, da venti anni il fotografo di scena di Paolo Sorrentino
Sul set chi scatta dev'essere "nella testa del regista"
(di Francesco De Filippo) ANDRIA, BRANDONI, CROCE a cura di, LO SGUARDO ATTIVO DI GIANNI FIORITO (Artdigiland; 253 pag.; 24 euro) Descrivere un film attraverso una foto di scena che lo rappresenti e contestualizzi la macchina del cinema nel territorio. Così da comporre - con vari film - la mappa geografica e sociale ddell'Italia. E' il tratto di Gianni Fiorito, fotoreporter prima, fotografo di scena poi, da 20 anni al fianco di Paolo Sorrentino. Lo si ricava dal libro in cui Fiorito si sottopone a un fuoco di fila di domande sulla fotografia di tre critici cinematografici, Amando Andria, Alessia Brandoni e Fabrizio Croce, a comporre un saggio sul ruolo e il futuro della fotografia. Fiorito espone, spiega, illustra, forte di 16 libri pubblicati e 79 film da fotografo di scena (con registi come Malick, Corsicato, Malick, Turturro, De Bernardi, oltre a Sorrentino); di una quindicina di mostre personali e una decina di collettive. Cominciamo dalla fine: il cinema. Per Fiorito il fotografo di scena deve essere invisibile, attento a non "impallare" le telecamere, a non intralciare gli affollati set o interrompere la concentrazione di tecnici, attori, regista. E non deve perdere di vista quest'ultimo, anzi, deve interpretarne gli sguardi, anticiparne le intenzioni. Se il film è una casa, "il regista è a casa propria; il fotografo è un ospite", dice Fiorito. "Sul set il fotografo sia nella testa del regista". Al momento opportuno, trovi luogo e momento per una zampata che sia uno scatto rappresentativo del film. Non importa se la scena sarà scartata in montaggio: l' importante è che sintetizzi il film. Ma Fiorito si spinge oltre: ha l'ambizione di 1) scattare una foto che rappresenti il film; 2) in cui compaiano i tecnici al lavoro, perché si capisca che è una ripresa; 3) che identifichi il territorio. Classe 1959, Fiorito ha cominciato - nella cronologia della fotografia - un'era geologica fa, quando per trasmettere uno scatto si utilizzava la telefoto. Più tardi sarebbe arrivato il computer: sette minuti per foto bianco/nero, 24 per il colore. Un'eternità!. Pochi trucchi. I fotografi di cronacaccia oltre a macchine, ottiche e rullini, nel pesante borsone portavano un peluche: non si sa mai che ci fosse un incidente stradale con bimbi, si sistemava il bambolotto sull' asfalto vicino ai rottami. Non mistificazione della realtà ma una accentuazione che in modo più incisivo della scena a disposizione raffigurasse l'accaduto. Oggi la tecnologia consente di creare una realtà posticcia e non distinguibile dalla realtà reale. Allora come oggi per Fiorito c'è solo un principio cui appellarsi e affidarsi: "l'etica del fotografo". Tranne pochi casi, lui non è mai stato un fotografo da uno scatto e via: "Dietro una foto ci dev'essere una testa, un pensiero, un'idea di come raccontare e far emergere, in una certa maniera, delle cose. Oggi è tutto un ta ta ta" (rumore dello scatto). Dunque le ore in sopralluoghi e osservazioni per i lavori su manicomi, terremoto, camorra pubblicati da Repubblica, Espresso, testate estere. All' insegna dell'etica e nel rispetto delle 5 "w" del giornalismo (why, where, what, who, when). Se i selfie oggi sono "un modo per evitare di accettarsi, evitare la differenza", disorienta immaginarne l'evoluzione.
W.Mansour--SF-PST