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Sorrentino, da Maradona passione per il cinema
Il regista a Buenos Aires, tagli a cinema sono tagli ad economia
(di Ludovico Mori) In opposizione alle politiche di tagli ai finanziamenti del cinema Paolo Sorrentino, per la prima volta a Buenos Aires, ha rivendicato il ruolo della settima arte non solo come veicolo di trasmissione dell'immagine di un Paese ma anche come motore economico. "Penso che tagliare i fondi al cinema sia una una visione miope non solo rispetto alla cultura, ma rispetto anche all'economia, e dato che i politici sono più sensibili all'economia che alla cultura forse dovrebbero riflettere su questo errore che compiono", ha detto. Maradona e l'Argentina hanno fatto parte dell'universo poetico del cinema di Paolo Sorrentino fin da prima che prendesse in mano una cinepresa ma, incredibilmente, solo a 55 anni compiuti il regista napoletano è per la prima volta adesso a Buenos Aires. Il premio Oscar per 'La Grande Bellezza' è qui per dirigere un laboratorio cinematografico in Patagonia organizzato da PlayLab Films e, nel suo breve soggiorno portegno, si è reso disponibile per una conferenza stampa organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura. "Sono felicissimo di essere qui a Buenos Aires, mi è risultato immediatamente naturale starci perché è quanto di più vicino a Napoli possa immaginare", ha esordito l'autore dell'autobiografica 'La Mano di Dio', affiancato nella conferenza dall'Ambasciatore Fabrizio Nicoletti e dalla direttrice dell'IIC, Livia Raponi. E proprio partendo da Maradona ha preso subito spunto una profonda disamina di Sorrentino sull'origine del suo cinema e sulla sua esperienza personale. "La mia passione per il cinema nasce innanzitutto dalla passione per Maradona, perché vedendo Maradona allo stadio per la prima volta a quattordici anni ho capito che cosa significasse lo spettacolo prima ancora che lo sport e il calcio", ha affermato Sorrentino. "Al di là di questo, per la mia vicenda personale, sono fermamente convinto che Maradona mi abbia salvato la vita, perché io dovevo essere in un luogo di morte e invece sono stato in un luogo di vita. E' il motivo per cui a cinquantacinque anni sono qui e non sono invece morto a diciassette anni, e quindi è qualcosa che va al di là della passione per il calcio e per un grande giocatore, è qualcosa di molto più importante per me", ha aggiunto l'autore, ricordando l'episodio della morte dei suoi genitori per un'intossicazione da monossido di carbonio mentre era a vedere il Napoli in trasferta per la prima volta. Riguardo alla possibilità di ritrarre in un film la città di Buenos Aires, il regista che ha interamente dedicato alla sua Napoli l'ultimo film 'Parthenope', ha escluso categoricamente questa possibilità. "La cultura di un luogo è qualcosa di profondo e insondabile per chi non è di quel luogo e io non avrei mai la pretesa di capire Buenos Aires senza essere di Buenos Aires. L'unica cosa che potrei fare è un film su un uomo che sta a Buenos Aires ma non un film sulla città". In conclusione Sorrentino non si è sottratto neanche a chi gli chiedeva un'opinione su Maradona e Messi. "Come persona, sono onestamente a favore di Maradona. Era un essere umano molto complesso, abitato dal bene e dal male come tutti noi ma in un modo molto più esasperato ed era estremamente carismatico", ha affermato. Ma sottolineando infine che "anche come giocatore credo che Maradona è stato più forte".
L.AbuAli--SF-PST