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La lirica parla arabo, a Muscat la prima di Sinbad
Coproduzione con il Mupa, Fanni 'un passaggio storico'
(di Bianca Maria Manfredi) La lirica parla anche arabo: alla Royal Opera House di Muscat, capitale dell'Oman, ha infatti debuttato 'Sindbad, the Omani sailor' (Sinbad, marinaio omanita), prima grand-opéra scritta da un compositore arabo, l'egiziano Hisham Gabr, su libretto di uno scrittore arabo, Nader Salah El Din, cantata da solisti arabi, e con una orchestrazione che include anche strumenti arabi come l'oud, le percussioni omanite, e una cornamusa, strumento scozzese diventato qui comune nelle marce militari e nelle canzoni popolari. D'altronde l'Oman vuole essere un hub culturale (e commerciale), punto di incontro fra Oriente e Occidente e anche la cornamusa che apre l'opera né è un esempio. La produzione, realizzata con il Mupa di Budapest, che inaugura la stagione è un "passaggio storico", secondo il direttore generale e artistico della Royal Opera Umberto Fanni, la maturazione di un percorso iniziato 14 anni fa quando la Rohm è stata aperta, primo teatro lirico del Medio Oriente, cui sono seguiti quello di Dubai e di Riyad, che sarà inaugurato nel 2028. Teatri che sono in qualche modo uno status symbol per i Paesi che li costruiscono ma che devono trovare un pubblico. L'Opera House di Muscat lo sta facendo (gli spettatori arabi sono passati dal 10 al 21%) con un programma di 130 alzate di sipario annue che include jazz, balletto, programmi educativi, e ha due pilastri: il programma arabo e la lirica con quattro titoli l'anno (64 quelli messi finora in scena). Pochi i titoli assolutamente off limits (fra questi Cavelleria Rusticana, Nabucco, Salomé e Don Carlos), non per i temi scabrosi (Carmen e Traviata sono stati fatti) ma per i riferimenti espliciti alla religione. A volte le opere sono adattate per venire incontro a usi e costumi dell'Oman, Paese tollerante ma comunque musulmano, aperto all'innovazione ma senza rinunciare al suo aspetto tradizionale dall'abbigliamento, con dishdasha bianco per gli uomini, all'edilizia (vietato ad esempio costruire grattacieli e tutti gli edifici oltre i 12 piani). "Per me la musica viene prima di tutto, per il resto si trova la soluzione" spiega Fanni, ex direttore artistico dell'arena di Verona, che glissa sulla situazione dei teatri lirici in Italia. E allora nel Flauto Magico di Mozart via ogni riferimento al vino sostituito dalla Limonana, tipica bevanda medio orientale, e nella Tosca, in cartellone per la prima volta quest'anno, nessun simbolo religioso esposto (tradotto nessuna croce) ma comunque il canto del Te Deum. Il passo successivo è stato produrre un'opera lirica totalmente araba e omanita con tanto di costumi e architetture locali. Otto anni fa Fanni e Csaba Kael, direttore del Mupa che ha firmato la regia di Sindbad (o meglio Sindibad come è la pronuncia araba), hanno iniziato a lavorarci. Ne è nata quest'opera, eseguita dalla Hungarian Radio Symphony orchestra, dal Cairo Symphony Choir, dall'Oriental Ensemble, con gli assoli di oud di Nibras Al Mulahi e il Gyori Ballet, sul palco a dare movimento alla scena in costumi variopinti e a rappresentare la passione fra i due innamorati Sindbad (il tenore Ragaa Eldin) e Fairouz (soprano palestinese cresciuta in Giordania Dima Bawab) durante il duetto che cantano senza sfiorarsi ai lati opposti del palco su musiche fra la colonna sonora, il musical e l'opera, originali soprattutto nei momenti di commistione. A completare il cast di questa storia di lotta al male a lieto fine e senza morti (il consiglio dopo il covid ha chiesto a Fanni di puntare sul divertimento più che sul dramma) il cattivissimo ministro Sama'an (Ashraf Sewailam) la Strega (Gala El Haditi), il pirata (Hany El Shafei) e il governatore padre di Fairuz (il basso baritono Reda El Walik, direttore artistico dell'opera del Cairo). E un lieto fine con applausi ha avuto la Prima nonostante lo stop forzato di mezz'ora dopo il primo cambio scena per un crash del sistema informatico che ha bloccato il sipario. Prossima tappa il 12 aprile a Budapest al festival di primavera, con l'ipotesi concreta di esportare Sindbad in altri teatri mentre uscirà anche un Dvd realizzato con i mezzi della tv omanita e la regia di Musicom.
H.Jarrar--SF-PST
