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La 'Palma di Goethe' a Padova ora ha la sua mappa genomica
Studio dell'Università, ha origini nel Mediterraneo occidentale
La storica "Palma di Goethe" ospitata dal 1585 all'Orto Botanico dell'Università di Padova ha ora la sua mappa genomica. La pubblica su Scientific Data uno studio, coordinato da Francesco Dal Grande dell'Università di Padova e frutto della collaborazione con il Centro per la Biodiversità Genomica di Francoforte e altri partner internazionali, in cui è stato effettuato il primo sequenziamento genomico di alta qualità a livello cromosomico. L'esemplare di palma nana, o palma di San Pietro (Chamaerops humilis L.) è il più antico dell'Orto botanico di Padova. Dopo averla ammirata il 27 settembre 1786, il poeta tedesco ne trasse ispirazione per formulare una intuizione evolutiva nel suo saggio La metamorfosi delle piante del 1790. Nel tempo, la Palma di Goethe è diventata simbolo del legame profondo tra scienza, cultura e natura. La palma nana cresce spontaneamente lungo le coste del Mediterraneo occidentale in formazioni a macchia degradata, spesso in luoghi inaccessibili per sfuggire allo sfruttamento e sottrarsi così alle azioni invasive messe in atto dall'essere umano. Eredità della flora italiana del Terziario (circa 65 milioni di anni fa), attualmente è l'unica specie autoctona a essere sopravvissuta alle glaciazioni che hanno colpito l'Europa fino a 12.000 anni fa. L'assemblaggio genomico è stato ottenuto grazie a tecnologie all'avanguardia che consentono di leggere e organizzare il Dna con estrema precisione (PacBio HiFi e Arima Hi-C). Ad oggi, questo genoma è il più contiguo e completo all'interno della famiglia delle Arecaceae, con un contenuto di sequenze ripetute dell'88%, di cui il 63% è attribuito agli elementi Long Terminal Repeat (Ltr). Un contenuto così elevato di sequenze ripetute ci dice che il genoma è stato modellato da pressioni evolutive intense, probabilmente legate al clima mediterraneo. Lo studio presenta anche la prima analisi completa dei microRna in una palma: è stata identificata per la prima volta la famiglia miR827, che nelle piante aiuta a regolare l'assorbimento di nutrienti come il fosforo e l'azoto. Trovare una famiglia di microRNA finora sconosciuta nelle palme apre nuove strade per capire come le piante rispondano a stress ambientali e carenze nutrizionali. Infine, grazie all'analisi dei microsatelliti - brevi sequenze ripetute di Dna utilizzate per tracciare le origini genetiche - i ricercatori hanno scoperto che l'esemplare patavino condivide affinità con popolazioni dell'area occidentale del Mediterraneo, in particolare tra Marocco e Penisola Iberica. "Nel nostro studio - commenta Dal Grande - abbiamo scoperto che nel suo Dna vi sono tantissime sequenze ripetute: tracce di antichi adattamenti che, molto probabilmente, hanno permesso alla specie di adattarsi a climi aridi e caldi, come quelli del Mediterraneo. Il genoma ottenuto ci ha permesso anche di svelare un segreto storico: l'origine di questa pianta, dell'area occidentale del Mediterraneo, la Penisola Iberica e il Marocco. Questo è un esempio di come il Dna possa nutrire la storia, qualora i documenti da soli non bastassero".
R.Halabi--SF-PST