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Avanzini il karate kid azzurro, 'datemi i Giochi per un altro oro'
Campione del mondo pesi massimi a 21 anni, ora punta a Brisbane '32
Non solo pallavolo, sci, nuoto, atletica: tra i trionfi dell'anno azzurro che si e' chiuso con vista sul futuro c'e' anche il karate di Matteo Avanzini, 'peso massimo' che in forza della sua eta' spera di vedere aperte di nuovo le porte delle Olimpiadi al suo sport, per puntare all'oroc che brilla di piu'. Appena 21 anni e il proprio nome scritto nella storia della karate: e' l'impresa di Matteo Avanzini, campione del mondo dei +84 kg di kumite grazie all'oro conquistato al Cairo, in Egitto, ai Campionati Mondiali Individuali di Karate, che ha riportato l'Italia sul gradino più alto del podio mondiale dei pesi massimi di kumite a 17 anni anni dall'ultima volta ed eguagliando così Guazzaroni, Benetello e Maniscalco. Nato a Monza, cresciuto a Muggio' con il mito di Karate Kid da quando aveva sei anni e ora da due anni a Castelporziano con la Guardia di Finanza, ha conquistato il suo scettro di campione del mondo rimediando alla sconfitta nel primo incontro del round robin ma vincendo tutti i successivi turni senza subire neanche un punto e battendo in finale, ai punti, l'iraniano Saleh Abazari, campione asiatico 2024. "L'oro del Cairo è stata un'emozione fortissima, è stato un grande sogno e averlo trasformato in realtà è una cosa gigantesca. In Italia ci sono stati pochissimi campioni del mondo ed essere tra questi è una cosa incredibile, è difficile da realizzare ancora oggi e l'ho fatto solo in parte. Vivere fin da bambino l'ambiente in modo esterno e ora essere da esempio per i più piccoli è una cosa gigante", le parole di Avanzini al telefono con l'ANSA. Una passione per il karate, quella del 21enne lombardo, nata a "sei anni quando sono entrato per la prima volta in una palestra di karate, quella del mio vecchio maestro Mauro Brescia. Dopo questa prima esperienza, anche spinto dal mio papà, mi sono appassionato anche io", racconta ricordando i primi colpi in palestra. L'oro mondiale - per lui che si e' detto sicuro in forza della fede cristiana che "Dio abbia sempre un piano" e che per lui sia il karate - rappresenta solo il primo passo; il 2026 propone l'Europeo e la Coppa del Mondo, ma il sogno, come per ogni sportivo, è quello di poter prendere parte alle Olimpiadi, sperando nel rientro del karate come disciplina olimpica già a partire dai Giochi di Brisbane 2032. "Su Los Angeles ormai abbiamo messo una pietra sopra, ma sono fiducioso. Io sarò ancora giovane, arriverò che avrò 28 anni e sarò nel pieno della forma. E' perfetto", ammette con il sorriso prima di aggiungere di essere sicuro che "succederà. Il karate è uno sport bellissimo che merita più di quanto ha in questo momento. Spero di fare anche io, con la mia figura, qualcosa per farlo rientrare nel programma olimpico. E spero, una volta rientrati, di vincerle". "E' un sogno gigante essere nell'olimpo - aggiunge Avanzini -, ancora più dell'essere campione del mondo. E' possibile che si realizzi, non siamo uno sport di nicchia e abbiamo tantissimi praticanti in tutto il mondo, ma c'è bisogno di un lavoro di coordinazione tra politica e World Karate Federation per il miglioramento di tutto il sistema di competizioni. Ma è possibile grazie anche al presidente del settore karate italiano, Davide Benetello, che fa parte della commissione per far tornare il karate a Brisbane 2032". Nel frattempo, però, Avanzini punta a nuovi successi perché "ho ancora tanti obiettivi da raggiungere. Da bambino non ho mai detto di voler essere campione del mondo, ma di voler lasciare qualcosa al mondo del karate. Questo è l'obiettivo. Di campioni del mondo ce ne sono diversi ogni due anni quindi devi fare qualcosa di più grande, devi vincere più titoli per essere ricordato e io voglio fare lasciare un segno nel karate", conclude Avanzini, pronto a scrivere altre pagine di una storia appena iniziata.
K.AbuTaha--SF-PST