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L'encefalopatia epatica provoca 10 mila ricoveri l'anno, troppe diagnosi in ritardo
Una campagna per rendere visibili i malati con la grave complicanza da cirrosi
L'Encefalopatia Epatica (EE), responsabile di oltre 10.000 ricoveri l'anno e costi per il SSN stimati in oltre 200 milioni l'anno, è la seconda complicanza più comune della cirrosi, è sottodiagnosticata o riconosciuta tardivamente e con un alto rischio di recidiva dopo un primo episodio. Per rendere 'visibile' una condizione 'nascosta' parte la campagna "Encefalopatia Epatica: riEEsci a vederla?" promossa da Alfasigma in collaborazione con Associazione EpaC - ETS e con i patrocini di AIGO, AISF, CLEO, FADOI e SIMG. Fondamentale promuovere diagnosi precoce, assistenza dopo la dimissione e appropriatezza terapeutica, come riporta il Policy Paper "Un nuovo paradigma per le cronicità complesse: il caso dell'Encefalopatia Epatica", frutto del confronto tra Istituzioni, clinici, società scientifiche, Associazioni dei pazienti ed esperti di economia sanitaria. Individuate 6 azioni, replicabili nei diversi contesti regionali: promuovere PDTA specifici per la cirrosi che includano l'Encefalopatia Epatica; rafforzare la prevenzione secondaria, favorire modelli Hub&Spoke sul territorio, supportare il Caregiver, garantire aderenza e continuità terapeutica, migliorare il post-dimissione. Confusione, disorientamento, sonnolenza, cambiamenti di umore, difficoltà di concentrazione e memoria, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a coma e danni neurologici permanenti, sono i sintomi di grave impatto sulla vita quotidiana dell'Encefalopatia Epatica (EE), la seconda manifestazione più grave e frequente della cirrosi scompensata, dopo l'ascite, con il 30-45% dei pazienti cirrotici che sviluppa almeno un episodio. Una complicanza ad elevata complessità clinica, andamento cronico recidivante, sottodiagnosticata o riconosciuta tardivamente, causata dall'incapacità del fegato di eliminare tossine, come l'ammoniaca, che si accumulano nell'organismo e raggiungono il cervello. Dopo un primo episodio, il rischio di recidiva a un anno è del 40% e la sopravvivenza fortemente compromessa3. E' responsabile di 10.000-14.000 ricoveri ordinari l'anno con costi complessivi di gestione ospedaliera che assorbono oltre 200 milioni l'anno di risorse pubbliche. L'Encefalopatia Epatica, gravata da una carenza di diagnosi precoce, da un significativo sommerso clinico e dalle fragilità della continuità di cura nella fase di post-dimissione, con evidenti criticità in termini di appropriatezza e aderenza terapeutica, rappresenta una priorità. Eppure, ad oggi questa grave sindrome continua ad essere gestita solo come evento acuto in emergenza, vittima di limiti clinici, strutturali e organizzativi. FADOI, proprio per venire incontro a una carenza diffusa di competenze in questa branca internistica, ha promosso e istituito, tre anni fa, la Scuola di Epatologia, che ha formato fino a oggi più di 100 internisti per affrontare non solo l'encefalopatia epatica, ma più in generale le patologie del fegato, ha spiegato Andrea Montagnani, Presidente Nazionale FADOI - Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti.
W.Mansour--SF-PST