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Michele Bravi, canto l'inadeguatezza e l'amore finito come in un film
'A Sanremo con l'amica Mannoia. E nel video la prima regia di Ilenia Pastorelli'
(di Cinzia Conti) "Per la mia terza volta a Sanremo ho un po' scardinato la mia visione artistica. Le prime due volte sono andato con un mondo musicale che era molto definito, era il mondo della ballata cantautorale, ora nella scrittura c'è stato qualcosa, tutto il percorso musicale che parte con questa canzone parte da un sistema teatrale di costruire, c'è molto un atteggiamento cinematografico e la scrittura armonica e lirica del brano segue un po' questa questa visione. E poterla presentare proprio dal vivo, sarà ancora più importante visto che l'esecuzione live è il vero motore da cui è nato questo nuovo progetto". A quattro anni dall'ultima partecipazione Michele Bravi porta alla 76/a edizione del festival 'Prima o Poi', il brano che sarà 'la testa d'ariete' di un nuovo progetto discografico in uscita prima dell'estate e di un tour che lo riporterà davanti al pubblico che ne ha seguito anche le performance come attore, scrittore e giudice di Amici (2023-24). 'Prima o poi' è un monologo interiore sul senso di inadeguatezza dedicato a tutte le persone che, almeno una volta, si sono sentite fuori posto nel mondo. "È la sensazione - dice - di chi resta sotto la pioggia senza ricordare quale sia il citofono giusto a cui suonare, di chi si muove con goffaggine cercando un punto familiare in cui ritornare". Anche perché nella vita "tutto è un po' più banalotto, è tutto più scheggiato, è tutto un pochino più rotto rispetto a come ce la raccontiamo e da come la vediamo nei film". E inoltre l'altra cosa che colpisce l'artista umbro e che vuole trasmettere è come a volte quello che ci circonda non è affatto in linea con quello che abbiamo dentro: "Quante volte siamo tristi a tal punto da volere una pioggia battente o un cielo nero nero e invece magari c'è un sole sfacciato?". Sulla perfomance sanremese rivela: "Mi accompagnerà il maestro Alterisio Paoletti, pochi sanno che quel genio lì è dietro a un sacco di lavori di Celine Dion, di David Foster, è un talento italiano enorme e con lui siamo riusciti a far sì che quella teatralità fosse anche proprio su chi esegue assieme a me, cioè l'orchestra quest'anno più che mai non è un tappeto musicale ma la loro esecuzione è un dialogo continuo con la mia voce". Anche il videoclip segna una collaborazione importante e proficua: "Una cosa che per me è motivo d'orgoglio è che sono riuscito a convincere a buttarsi nella sua prima regia Ilenia Pastorelli. Io tendo ad avere sempre un controllo molto forte sul mio contenuto artistico ma in questo caso sono felice di essermi affidato completamente a lei, ci tengo a dire che l'ha scritto e l'ha diretto lei quel cortometraggio". E aggiunge: "Il suo sguardo mi ha permesso di trattare la canzone come non mia. La visione di Ilenia era più convincente, perché era meno didascalica, era molto più stravagante, era molto più diretta e violenta su una fettina di emotività che io invece avevo un po' diluito in tanti altri colori. Dopo quel videoclip io ho riregistrato la canzone perché c'erano delle cose che non avevo colto e che lei mi ha fatto vedere". Impossibile non citare Mauro Balletti, lo storico fotografo di Mina: "Per la traduzione visiva sto continuando la mia collaborazione con lui, stiamo prendendo una chiave più ironica, più pop, mi sto mettendo a disposizione rispetto a questa narrativa commediografa". Bravi ammette che non era sicuro che fosse la canzone giusta per Sanremo ma poi è stato convinto dall'accoglienza entusiastica del suo 'clan'. "Armonicamente era molto complessa, questa apertura nel minore che non ti aspetti, Sanremo è un palco tanto trasversale, sembrava quasi che volessi fare quello ricercato... Invece è piaciuta subito sia ai discografici che a mia madre che per la prima volta nella chat di famiglia mi ha detto: 'Hai scritto una bella canzone'" dice ridendo. Sul duetto con Fiorella Mannoia con l'omaggio a Ornella Vanoni racconta: "Fiorella è un pezzettino del mio cuore. Proma la stimavo solo professionalmente ma poi l'ho conosciuta e ho scoperto che mi piace addirittura più del suo talento, condivido con lei lo stesso grottesco, lo stesso cinismo che poi diventa improvvisamente passionalità rispetto alle cose, lo stesso tipo di ironia". Sull'Eurovision premette che non si fascia la testa prima di essersela rotta e che quindi ci penserà a tempo debito ma ragiona: "Adesso sarei contrario a un'esclusione, anche se non potrò mai essere d'accordo con quello che sta succedendo a Gaza, io ho un mio pensiero molto nitido e molto netto. Ma sono completamente contrario a ogni cultura della cancellazione, credo fortemente nella democrazia, non potrò mai far tacere chi la pensa contrariamente a me. Se fossi il signor Eurovision, mi metterei le mani nei capelli...". Infine non si può non parlare del caso Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi: "Il dissenso parte dal presupposto che lui viene riconosciuto come una persona che si espone contro un genocidio, contro una guerra. Quello è dissenso? Quella è una posizione che lui ha, il suo sistema valoriale. Trovo assurdo che ci autoimponiamo la regola che chi dice come la pensa sta dissentendo mentre sta solo parlando. Mi dispiace che venga visto così".
F.Qawasmeh--SF-PST