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Evitabile il 40% dei tumori, il fumo è il primo fattore di rischio
Oltre 7 milioni di neoplasie nel mondo legate a cause prevenibili
Quasi il 40% dei nuovi casi di cancro in tutto il mondo è associato a fattori di rischio modificabili, soprattutto il fumo, le infezioni e il consumo di alcol. È quanto emerge da uno studio coordinato dall'International Agency for Research on Cancer (Iarc) pubblicato sulla rivista Nature Medicine. "Nonostante decenni di progressi nelle terapie, la maggior parte della riduzione della mortalità per cancro è derivata dalla prevenzione e dallo screening", sottolineano i ricercatori che hanno analizzato il contributo di 36 fattori di rischio in 185 Paesi. Secondo l'analisi, circa 7,1 milioni dei 18,7 milioni di nuovi casi di cancro (37,8%) nel 2022 erano attribuibili a fattori di rischio modificabili. Il fumo (15,1%), le infezioni (10,2%) e il consumo di alcol (3,2%) sono i fattori con un maggior peso; i tumori del polmone, dello stomaco e della cervice sono invece le neoplasie maggiormente collegate a fattori prevenibili. Esistono, tuttavia, profonde differenze tra i generi e tra le diverse aree geografiche. Se, per le donne, le infezioni come quelle causate dal Papillomavirus rappresentano quasi sempre il principale fattore di rischio (sono associate all'11,5% dei tumori), per gli uomini a primeggiare è il fumo, associato al 23,1% delle neoplasie. Lo scenario, però, sta cambiando: nei Paesi occidentali, l'effetto combinato di un maggiore accesso alle strategie di prevenzione (in particolare, vaccino Hpv e screening) e della più ampia diffusione del fumo nella popolazione femminile, ha reso il fumo il principale fattore di rischio per le donne. In alcuni Paesi, inoltre, l'obesità sta scalzando gli altri fattori. In Italia è legato a fattori prevenibili il 41,7% dei tumori. Se il fumo di tabacco è il primo fattore di rischio risultando legato al 24,4% dei casi di tumore, al secondo posto, con il 7,2%, si trova l'esposizione lavorativa. Seguono le infezioni (6,9%), il consumo di alcol (3,5%), l'alto indice di massa corporea (3%), le radiazioni ultraviolette (2,9%), l'inquinamento (0,9%), l'insufficiente attività fisica (0,8%).
S.AbuJamous--SF-PST