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Il vescovo di Kontagora in Nigeria, 50 morti in nuovi attacchi
Acs chiede di 'porre fine all'impunità dei gruppi armati'
Ancora stragi in Nigeria da parte di bande armate. Secondo un rapporto inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre dalla diocesi cattolica di Kontagora, nello Stato del Niger, in Nigeria, e firmato dal vescovo Bulus Dauwa Yohanna, uomini armati hanno ucciso 50 persone durante una serie di assalti tra il 28 dicembre 2025 e il 3 gennaio 2026, culminati nella strage di 42 uomini nel villaggio di Kasuwan Daji, non lontano da Papiri, dove a novembre erano stati rapiti oltre 200 scolari. Il 28 dicembre 2025 uomini armati a bordo di motociclette "sono usciti dal loro rifugio nella Riserva faunistica di Borgu" e si sono mossi attraverso diversi villaggi. Si sono poi diretti a Kaiwa, dove "hanno ucciso cinque persone e dato fuoco a case e depositi di grano", prima di spostarsi a Gebe, dove "hanno ucciso altre due persone". Il vescovo Yohanna riferisce che la sera del 1° gennaio 2026 i banditi "sono passati di nuovo per Shafaci e hanno bruciato documenti alla stazione di polizia, trascorrendo poi la notte nella boscaglia". La mattina del 2 gennaio 2026, gli aggressori "sono entrati nel complesso della Chiesa cattolica a Sokonbora e hanno distrutto un crocifisso, immagini della Via Crucis e strumenti musicali". Hanno inoltre "rubato due motociclette, telefoni cellulari e denaro contante", prima di occupare "un insediamento vicino" del gruppo etnico Kambari, dove sono rimasti fino al giorno successivo. Poi la sera del 3 gennaio 2026, i banditi "hanno lasciato l'insediamento Kambari vicino a Sokonbora e sono entrati nel villaggio di Kasuwan Daji, a circa otto chilometri di distanza". Gli aggressori "hanno dato fuoco al mercato e alle case circostanti, massacrando 42 uomini dopo aver legato loro le braccia dietro la schiena". Le vittime erano tutte uomini, "sia cristiani sia musulmani". Gli aggressori hanno inoltre "rapito un numero imprecisato di donne e bambini". L'incendio è stato "così intenso che il fumo poteva essere visto a 15 chilometri di distanza". Il vescovo chiede un intervento immediato da parte del governo, sottolineando che "in attesa dell'eliminazione dei banditi e dei loro nascondigli nella Riserva faunistica di Kainji, c'è un urgente bisogno di una forza militare numerosa e ben equipaggiata, capace e autorizzata a perseguire, affrontare ed eliminare i banditi ogni volta che escono dalla Riserva". Senza una risposta in tal senso, avverte, "ci sarà una perdita massiccia e continua di vite umane e lo sfollamento permanente di un gran numero di persone". Aiuto alla Chiesa che Soffre ribadisce "il proprio impegno a sostenere le comunità colpite e si unisce all'appello urgente della Chiesa locale, chiedendo alle autorità nigeriane misure immediate ed efficaci per proteggere la popolazione civile, porre fine all'impunità dei gruppi armati e smantellare le loro basi nelle aree forestali e nelle riserve della regione".
Q.Najjar--SF-PST