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Borgonzoni, toppe inutili, legge cinema Franceschini va cambiata
Pd, da sue parole nuovo caos e incertezze per coprire tagli
"La legge sul cinema comunque andrà cambiata totalmente, non esisterà più il prossimo anno la legge Franceschini, faremo un altro tipo di norma, una norma che deve avere i tetti perché poi quando parliamo c'è sia il taglio che la questione dello splafonamento". Lo dice la sottosegretaria del MiC Lucia Borgonzoni a margine della presentazione di Cultura cresce al ministero a cui partecipa anche il ministro Alessandro Giuli. La sottosegretaria poi spiega che il MiC "sta cercando di recuperare questi 100 milioni intanto che ci riporterebbero a 650, il Mef una parte li ha già chiesti e sta aspettando solamente di averli in disponibilità ed essere sicuro, ma io non penso ci saranno problemi e gli altri stiamo cercando all'interno del nostro ministero. Però tutto questo - ribadisce - in vista di una modifica di una legge che quando è nata aveva un suo senso funzionava e poi, essendo un mondo quello dell'audiovisivo che non è solamente culturale ma anche imprenditoriale, vanno anche messe in conto le modifiche che ha questo mondo, le esigenze che ha e dobbiamo ridisegnarlo, ma ridisegnarlo sempre assieme alle associazioni, perché comunque noi tutto quello che facciamo come le modifiche che non abbiamo visto ancora che risultati porteranno e io credo che saranno i risultati molto grandi - le modifiche quelle su stop alle fatturazioni a cascata, il codice fiscale nome e cognome di chi lavora nei service - insomma noi avevamo già messo tante tante regole dove avevamo visto che c'erano criticità. Quelle porteranno risultati, però ovviamente va rivista tutta la norma. Cioè è inutile continuare a mettere toppe di qua e di là, tirarla di qua e di là perché alla fine si rischia di creare solamente un mostro. Va ripresa in mano e ridisegnata per le esigenze ovviamente il settore". Ribatte subito Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Cultura della Camera: "Le parole della sottosegretaria Borgonzoni confermano, ancora una volta, che il Governo continua a generare confusione e incertezza invece di fornire risposte chiare al settore". "Dopo tre anni di legislatura, il comparto - aggiunge - si trova in una situazione di evidente difficoltà e restano irrisolti i nodi legati ai tagli introdotti in manovra. In questo contesto, l'annuncio di una riscrittura totale della legge Cinema appare come l'apertura di un nuovo fronte, che rischia di aggiungere ulteriore instabilità a un sistema già duramente messo alla prova. Il Governo chiarisca quali siano obiettivi, contenuti e tempistiche dell'intervento annunciato, e lo faccia in modo trasparente in Parlamento. Se l'intenzione è procedere realmente a una riforma strutturale, esiste già una proposta alternativa — la proposta presentata dal Pd che riforma la governance del settore con l'istituzione di una Agenzia autonoma per il Cinema e— che potrebbe essere discussa e valutata rapidamente. Chiediamo quindi che il ministro Giuli riferisca quanto prima alle Camere e che il presidente Mollicone convochi un approfondimento in Commissione Cultura. Servono chiarezza, confronto e un percorso definito: misure improvvisate, unite ai tagli previsti in manovra, rischiano solo di aumentare l'incertezza in un settore strategico per il sistema culturale e industriale del Paese" conclude.
T.Khatib--SF-PST