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Dazi: Zoppas, a fine anno export ha rallentato, attendiamo trend 2026
"Il calo era stato preceduto da una crescita con gli Stati Uniti"
"Le conseguenze dei dazi statunitensi sull' esportazione italiana sono state di una crescita di 7.2 sull'America con un rallentamento di fine anno che bisogna vedere nei primi mesi del 2026 quale trend avrà". Lo ha detto il presidente dell'Ice, Istituto per il commercio con l'estero, Matteo Zoppas, ieri a margine dei 30 anni dell' InCe rispondendo alle domande dei giornalisti. Zoppas ha ricordato che ora negli Stati Uniti è in vigore "una misura transitoria, non definitiva, della durata di 150 giorni. Vedremo che cosa succederà, se troveranno fonti normative alternative per poi mantenere questi dazi, è in corso una discussione loro interna. Cerchiamo di essere ottimisti perché ovviamente senza dazi potremmo fare molto di più come export italiano", ha spiegato. Il presidente dell'Ice ha sottolineato che "il mondo del vino è particolarmente in difficoltà, ma non si può attribuire completamente ai dazi, perché c'è un comportamento del consumatore che è diventato un po' atipico; la moda ha una certa difficoltà mentre la farmaceutica sta andando molto bene, così come l'agroalimentare anche se è calato alla fine dell'anno. È un momento in cui bisogna fermarsi ad osservare". C'è, però, un dollaro che è assolutamente molto pesante, è "forse l'unico beneficio, amaro epilogo, della guerra del Medio Oriente, che ha un po' ridimensionato l'euro che era ritornato intorno all'uno e 15".
D.Khalil--SF-PST